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Emergenza profughi: la Slovenia pronta a misure più restrittive

Al campo di transito di Sentilj, al confine sloveno-austriaco, migranti e profughi sfondano le barriere metalliche dopo ore di attesa. La situazione

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Emergenza profughi: la Slovenia pronta a misure più restrittive

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Al campo di transito di Sentilj, al confine sloveno-austriaco, migranti e profughi sfondano le barriere metalliche dopo ore di attesa. La situazione si calma quando ad alcune centinaia di persone viene consentito di entrare in Austria.

La rotta balcanica si fa più impervia e il governo di Lubiana annuncia, nella serata di giovedì, iniziative particolarmente restrittive.

Dalla Grecia, il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, sostiene la necessità di un’agenzia comune per la protezione delle frontiere. Berlino scopre anche che gli hotspot, i centri di prima accoglienza, non bastano senza un sistema di distribuzione. E sulla questione migranti ritrova la sintonia con Atene.

“Sarebbe un bene fermare i flussi migratori prima che raggiungano l’Unione europea – dice il ministro degli Esteri tedesco, Nikos Kotzias – Non dobbiamo dare loro la possibilità di raggiungere la Grecia e poi organizzare i pattugliamenti congiunti. A che servono? Il punto è non farli arrivare qui”.

Cinque naufragi avvenuti nei pressi dell’isola di Lesbo in un solo giorno riportano l’attenzione sulla priorità di salvare vite umane. Tra le 15 vittime accertate ci sono 10 minori, mentre sarebbero circa 40 i dispersi.

Si annega anche dall’altra parte del Mediterraneo. Sono quattro i corpi recuperati dalla Guardia costiera spagnola a 60 chilometri dalle coste del Marocco. Un’imbarcazione con a bordo 54 persone si è rovesciata in mare. I dispersi sono 35. I 15 sopravvissuti sono ricoverati all’ospedale di Malaga.