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Siria. Regime bombarda ribelli in periferia Damasco. Tensione Usa-Russia

Ieri, 28 ottobre, a Darayya, un sobborgo della capitale siriana Damasco. Un’elicottero sgancia diverse bomba su un’area in cui è certa l’assenza dei

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Siria. Regime bombarda ribelli in periferia Damasco. Tensione Usa-Russia

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Ieri, 28 ottobre, a Darayya, un sobborgo della capitale siriana Damasco. Un’elicottero sgancia diverse bomba su un’area in cui è certa l’assenza dei militanti dell’autoproclamato Stato Islamico. Verosimilmente si tratta un velivolo del regime di Bashar Al-Assad, nonostante alcuni residenti affermino che si tratta di un mezzo russo. Il bersaglio sono aree controllate dai ribelli. Indeterminato il numero delle vittime.

Point of view

La Russia non si può permettere di impantanarsi in Siria. Ha bisogno di trovare una via d'uscita dal vicolo in cui si è messa

E mentre la campagna militare russa stenta a produrre risultati tangibili nonostante gli intensi raid aerei, gli Stati Uniti si dicono pronti alle operazioni di terra in Siria, secondo quanto confermato dal capo del Pentagono Ash Carter. Un fatto “inaccettabile” per Mosca. È in questo clima di tensione tra Russia e Stati Uniti rispetto al conflitto siriano che le potenze mondiali si preparano al vertice di Ginevra per trovare una soluzione alla guerra che da 4 anni distrugge il Paese. Due anni fa, sempre a Ginevra, un vertice internazionale aveva permesso di abbozzare un piano per la transizione poi rimasto lettera morta.

Antony Blinken, Vicesegretario di Stato Americano: “La Russia non si può permettere di impantanarsi in Siria. Ha bisogno di trovare una via d’uscita dal vicolo in cui si è messa e in effetti le sua azione sul campo a sostegno del regime non sta andando particolarmente bene. Pochi i progressi, nonostante l’impatto dell’aviazione russa. Quindi ora Mosca ha un motivo in più e ha l’influenza per cercare realmente di spingere Assad e il suo regime verso la transizione politica” ha detto Blinken.

Per la prima volta dall’inizio del conflitto in Siria venerdì a Ginevra siederanno al tavolo dei colloqui i due maggiori rivali nella regione: l’Arabia Saudita e l’Iran. Per Riyad sarà l’occasione per sondare la reale volontà di Teheran e Mosca, alleati storici di Damasco, di trovare un accordo per la pace.