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"Musica Piano", la fine degli spartiti di carta

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"Musica Piano", la fine degli spartiti di carta

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Il pianista undicenne Misi Boros ha utilizzato per la prima volta in concerto a Budapest l’applicazione “Musica Piano”, per lui è già terminata l’era

Il pianista undicenne Misi Boros ha utilizzato per la prima volta in concerto a Budapest l’applicazione “Musica Piano”, per lui è già terminata l’era delle migliaia di pagine di spartiti di carta da trasportare.

“Il mio zaino pesa 5 kg, me lo carico in spalla, ho 4 lezioni di piano ogni giorno. Sono stanco di portarmelo sempre dietro. Questa applicazione mi facilita la vita, mi porto tutto in una tasca. Il telefono pesa qualche grammo. Avevo spesso pensato ad un sistema per leggere spartiti in maniera digitale e questa applicazione lo permette!”.

“Musica Piano” risolve in maniera gratuita non solo il problema dello spazio. Permette anche di mettere in comunicazione i pianisti di tutto il mondo, grandi maestri e affermati artisti con studenti alle prime armi.

L’acclamato pianista ungherese Tamás Vásáry ha partecipato in qualità di ospite molto speciale al lancio di Musica Piano, un’idea dell’editore ungherese Ludwig Koenemann, che racconta entusiasta:

„Perché questa applicazione è così rivoluzionaria? Per la prima volta un editore rende disponibili le sue pubblicazioni gratuitamente. Quindi è possibile trovare più fonti di musica classica nello spazio aperto dall’applicazione che in qualunque altro negozio al mondo”

Un altro vantaggio fornito dall’applicazione è che gli artisti possono esercitarsi gratuitamente. Gli spartiti che essa contiene non sono semplici fotografie, il sistema è in grado di riconoscere ogni nota, come spiega Oliver Scholz che ha lavorato allo sviluppo dell’applicazione:

“Scannerizziamo i documenti officiali con una tecnologia speciale la OCR, che significa riconoscimento ottico o intelligente dei caratteri, al processo di scannerizzazione di un normale documento si aggiunge il riconoscimento delle note o di altre indicazioni dello spartitito”.

Tappa importante del processo è la correzione degli errori commessi dal sistema. Ogni documento digitale è corretto da un musicologo perché spesso le versioni degli spartiti non combaciano.

Bach ad esempio, che ha composto l’ Invenzione numero uno in C maggiore, ha più tardi modificato lo spartito, e il sistema deve essere in grado di cogliere questa evoluzione, come spiega Livia Hajdu, musicologa: “Bach ha inserito altre due note dopo avere finito di scrivere la sua opera. Nel manoscritto ci sono due diverse note, e siccome la fonte è orginale dobbiamo accettare entrambe le variazioni”

Addio ai vecchi spartiti? Ora sono accessibili ovunque, la nuova frontiera della musica classica, una rivoluzione per professionisti e appassionati.