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Il Teatro KnAm al "Festival Sans Interdits", di scena i maestri della sperimentazione

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Il Teatro KnAm al "Festival Sans Interdits", di scena i maestri della sperimentazione

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Il teatro della necessità, di scena a Lione, al Festival “Sens Interdits”. Contesto ideale, secondo il direttore artistico Patrick Penot per ospitare

Il teatro della necessità, di scena a Lione, al Festival “Sens Interdits”. Contesto ideale, secondo il direttore artistico Patrick Penot per ospitare il teatro KnAm, in arrivo dell’estremo oriente russo. Ricerca, racconto, analisi, critica, libertà è la cifra della sua proposta artistica:

“Il Teatro Knam é nato a Komsomolsk sull’Amour, a 8 mila km da Mosca, in questa cittadina che si trova alla foce del fiume Amour – racconta il direttore artistico – KnAm è un teatro piccolissimo ma è diventato l’epicentro mondiale del teatro documentario”.

Nel 2011 uno spettacolo sulla guerra in Cecenia, nel 2013 un’analisi sulla memoria manipolata dai regimi politici.

Il teatro KnAm propone ora un’analisi del suicidio ispirata ad una storia vera e al romanzo “Il sogno di un uomo ridicolo” di Dostoïevski. Tatiana Frolova, direttrice artistica di KnAm e regista dello spettacolo, racconta:

“Ci sono persone che lasciano questo pianeta volontariamente, perché non vogliono più vivere con noi, comprendete questa tragedia? Ogni anno sparisce una città una città grande quanto Berlino. Abbiamo imboccato una strada sbagliata e siamo come bloccati … e secondo me non affrontiamo uno dei principali problemi di oggi. Per me è spaventoso, più della guerra”.

Nacque come il primo teatro privato dell’Unione sovietica. I 5 componenti della compagnia non vengono pagati, per questo sentono di godere di una libertà particolare. Elena Bessonova, attrice, racconta:
“Quando c‘è un tema che ti appassiona, un’dea che è necessario esprimere ad ogni costo, questa passa attraverso gli occhi. L’attore non ha che il suo corpo, e se il suo corpo non mente è più efficae di mille parole”.

La fama del teatro KnAm è ormai diffusa in Europa. Dopo Lione prosegue il tour in Francia, in gennaio Tatiana Frelova è attesa al Conservatorio nazionale di arte drammatica di Parigi.

Ma la compagnia non si ferma, l’urgenza di esprimere la propria visione li porterà a breve ad intraprendere un altro viaggio, quello nella cosiddetta generazione perduta degli anni ’90. Nata sulle rovine dell’Unione sovietica.