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Samarcanda e la "Via della seta": alla scoperta di eredità e tradizioni

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Samarcanda e la "Via della seta": alla scoperta di eredità e tradizioni

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Dalla 'carta dei re' a musiche e spezie: viaggio fra suggestioni e prodotti nati dall'incontro fra Estremo oriente e Occidente

Samarcanda era un tempo un luogo di sosta per le carovane in viaggio dalla Cina all’Europa. È da qui, che percorriamo la “Via della seta”, alla scoperta della preziosa eredità di questa leggendaria via commerciale.

Storia e ricchezza di Samarcanda sono legate alla sua strategica posizione: crocevia commerciale e culturale lungo la via della seta, in cui per secoli si sono intrecciate influenze, merci e idee, in arrivo sia dall’Europa che dall’estremo Oriente.

“A muovere i commercianti che venivano qui da paesi lontani – ci racconta la guida turistica Armida Nazarian – non era soltanto la volontà di vendere le loro merci, ma anche la sete di conoscenza, il desiderio di scambiarsi progetti ed idee, in un incontro unico tra culture, tradizioni, religioni e lingue”.

Proprio in questo scambio di idee e di influenze affonda le radici la tradizione della produzione della carta. La tecnica, originaria della Cina, venne poi affinata dagli artigiani di Samarcanda, che da allora se la sono tramandata di generazione in generazione, come nel caso di Zarif. Oggi come già mille anni fa, il legno degli arbusti di more è l’ingrediente principale di questa carta dalla consistenza e la trama uniche.

“Già allora la nostra carta si riconosceva per il suo rumore inconfondibile”, ci dice Zarif Muhtarof, stropicciando dei fogli della sua carta, che sono appesi a essiccare.

Superficie liscia e brillante regalarono a questa carta anche il soprannome di “carta di seta”. Nota per la sua qualità sopraffina, fu nei secoli la base di numerosi manoscritti arabi e persiani.

“Soltanto emiri, sultani e vizir potevano permettersi di acquistarla – torna a dirci Zarif -. Per questo era chiamata anche ‘carta regale’. Quando la maneggio ho l’impressione di avere per le mani un tesoro, un tesoro che viene dal passato. Le carovane in transito sulla Via della Seta si rifornivano qui e la portavano in Asia, in Estremo oriente, in Europa”.

Principale piazza di scambio erano allora i tanti bazar di Samarcanda. Oggi come allora vi si trovano colorati ingredienti dalle radici antiche, che nei secoli si sono ritagliati un posto nella cucina locale: pietanze che grazie alla loro varietà di colori e sapori, portano anche in tavola lo straordinario passato di questa città.

Samat è uno dei tanti commercianti che affollano il mercato con i loro banchi. “E’ la Via della Seta che ci ha portato spezie come noce moscata, chiodi di garofano e pepe nero”, ci racconta, mostrandoci i suoi prodotti.

Ben oltre la tavola e i banchi del mercato, l’incontro di mondi e culture si consumava a Samarcanda sullo sfondo di un’altra, feconda, commistione: quella tra note e musiche. Erede di questa antica tradizione è fra gli altri lo strumento che Bobur sta andando a recuperare da un liutaio.

Intagliato nello stesso legno dei rovi di more che viene utilizzato anche per la carta, nel suo aspetto assomiglia al liuto ed è noto come Rabab o, più comunemente, Rubab.

“Ecco il mio Rubab – ci dice orgoglioso Bobur, mostrandoci lo strumento che ha appena ritirato in un atelier di artigiani -. Questo strumento, grazie alla Via della seta, si diffuse all’epoca in diversi paesi dell’Asia Centrale”.

Intagliato nel legno e poi rivestito di pelle di pesce, il Rubab ha una lavorazione molto sofisticata. La confezione di ogni esemplare richiede ancora oggi fino a un anno di tempo.

Subito imbracciato il suo strumento, Bobur si unisce poi a un gruppo tradizionale, per un concerto in strada, che attinge alle musiche dei suoi avi.

“Queste canzoni che riflettono la nostra storia mi toccano al cuore e ricordano le mie origini”, ci dice commosso, prima di salutarci.

Restando sull’antica Via della seta, ci dirigiamo ora verso Bukhara, un altro importante centro che sorge lungo questo storico asse commerciale. Nel prossimo episodio di Uzbekistan Life visiteremo la città e vi faremo scoprire la sua ricca eredità di manifatture.