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Sabato di sangue in Israele e nei Territori: 4 palestinesi uccisi, 3 militari israeliani feriti

Non si placa l’intifada delle pugnalate. Malgrado l’elevato stato di allerta in Israele e nei Territori, anche sabato ci sono stati cinque attacchi

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Sabato di sangue in Israele e nei Territori: 4 palestinesi uccisi, 3 militari israeliani feriti

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Non si placa l’intifada delle pugnalate. Malgrado l’elevato stato di allerta in Israele e nei Territori, anche sabato ci sono stati cinque attacchi da parte di ‘lupi solitari’ palestinesi, tutti giovanissimi. Ma nei Territori, dove si moltiplicano gli scontri con la polizia, da più parti si accusano le forze israeliane di avere eliminato gli assalitori, in almeno due casi, a sangue freddo.

“Vogliamo dimostrare al mondo – dice una manifestante – che in Palestina ci sono uomini e donne che non restano inerti rispetto ai loro diritti perduti. Tutti i governi arabi sono contro di noi. Il sangue di tutti coloro che sono qui non è più prezioso del sangue dei martiri che sono morti dopo avere compiuto attacchi”

Il bilancio della giornata è di 4 palestinesi uccisi, un altro ferito in modo grave, e 3 militari israeliani feriti. Tre degli attacchi sono avvenuti a Hebron, nell’enclave ebraica vicino alla Tomba dei Patriarchi, luogo sacro sia all’ebraismo che all’Islam. Due altri attacchi a Gerusalemme, nel rione ebraico di Armon Ha-Natziv, e al posto di blocco di Kalandya.

“Allah – dice un abitante di Gerusalemme est – ci ha dato tutto questo solo per la religione. Non è per tutti, è solo per l’Isla. E ora, ogni volta che ci sono grossi problemi, cosa possiamo fare? Nulla, solo l’intifada”.

Dalla Francia è giunta la proposta di inviare osservatori stranieri sulla Spianata delle Moschee di Gerusalemme, proposta subito respinta da Tel Aviv.