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La Cina stringe la cinghia: crollano le vendite di Burberry

Spaventati dalle turbolenze sui mercati azionari i cinesi più facoltosi, in particolare a Hong Kong, hanno deciso di stringere la cinghia. Quella

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La Cina stringe la cinghia: crollano le vendite di Burberry

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Spaventati dalle turbolenze sui mercati azionari i cinesi più facoltosi, in particolare a Hong Kong, hanno deciso di stringere la cinghia.

Quella dei cappotti di Burberry, più precisamente: il marchio britannico del lusso lancia l’allarme sugli utili dopo aver registrato una frenata nelle vendite.

“È già da un po’ di anni che diamo un giudizio negativo sul settore, per cui non è una sorpresa”, dice Gerren O’Neill di Thames Capital Markets.

“Guardate al calo delle vendite di LVMH e degli svizzeri di Richemont, e ai dati delle importazioni in Cina che mostrano una flessione del 17,7%. Tutto ciò è ben riflesso nelle notizie oggi che ci arrivano da Burberry”, aggiunge.

Giovedì il titolo ha chiuso in rosso di 8 punti percentuali a Londra, dopo che in mattinata era arrivato a bruciare circa 700 milioni di sterline di capitalizzazione.

Nel secondo trimestre le entrate complessive dai negozi Burberry sono calate del 4%: una vera e propria inversione a U dopo il +8% del periodo aprile-giugno.

In Cina e a Hong Kong, regioni che rappresentano più di un terzo del fatturato dell’azienda, le vendite sono calate rispettivamente del 5% e del 20%.