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Quando i sentimenti uccidono: la Desdemona di Sonya Yoncheva

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Quando i sentimenti uccidono: la Desdemona di Sonya Yoncheva

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Il Metropolitan Opera di New York apre la stagione con l'Otello di Verdi - nuova produzione e una Desdemona sensazionale: "Sonya Yoncheva":http://www.vogue.com/8142989/sonya-yoncheva-opera-brightest-n

Una nuova, e molto attesa, produzione di Otello ha aperto la stagione nel tempio della lirica newyorkese. Uno spettacolo ricco di emozioni, grazie anche alla scintillante direzione del canadese Yannick Nézet-Séguin, e alla luminosa Sonya Yoncheva nel ruolo di Desdemona. Musica ha incontrato entrambi il giorno della generale.

Point of view

I sentimenti possono anche uccidermi, a volte, come Desdemona; è per questo, credo, che riesco a comprenderla in modo così intimo.

“Desdemona, dichiara subito il soprano bulgaro, è una donna forte che sa esattamente quel che fa; solo non si rende conto del livello di follia raggiunto da Otello. Io la trovo coraggiosa. È una donna che ama un uomo completamente diverso da lei, dalla sua mentalità, dal suo ambiente, dalla sua epoca. La forza più grande di Desdemona è l’amore per Otello. Un amore così puro, quasi intoccabile. Ha fatto tutto quel che poteva, ha difeso il suo amore, il suo uomo, sino alla fine”.

“Otello è l’opera perfetta, dice convinto il direttore d’orchestra Yannick Nézet-Séguin. Segna il vertice della produzione verdiana. Con Otello, ogni ritmo, ogni nota, ogni silenzio è perfetto. L’orchestrazione, che Verdi voleva molto moderna, si distingue nettamente dalle opere precedenti, la trama orchestrale è senza soluzione di continuità. Anche quando l’orchestra non suona si ha l’impressione che suoni ancora; è come una grande sinfonia cantata – tutto è perfetto.”

“Desdemona è un ruolo scritto per un soprano lirico, continua la Yoncheva, ma Verdi l’ha spinto fino ai suoni gravi più bassi del nostro registro. Ora, come coniugare quei magnifici acuti dell’Atto quarto con ‘esterrefatta fisso’? con tutti quei suoni di petto? Per me, devo dire che non è poi così difficile perché in un’altra vita ero contralto, per cui mi dà un’enorme soddisfazione cantare così basso, utilizzare certe risonanze di petto, ed esprimermi con quella voce un po’ ‘rude’.”

“Se Giuseppe Verdi fosse ancora qui, nel 2015, scherza il direttore, mi piacerebbe dirgli: ‘Maestro, ma si rende conto di quel che ha fatto per il mondo?’ Perché Verdi non ne aveva coscienza. Verdi dubitava, ha sempre dubitato… Vorrei solo averlo di fronte e dirgli quanto lo amiamo!”

Sonya Yoncheva non ha mancato di rivelarci qualcosa di sé: “Io dò l’impressione di essere una donna forte, e sento d’avere l’obbligo di essere forte e determinata, ma sono una persona vulnerabile, piena di dubbi; in realtà, i sentimenti possono anche uccidermi, a volte, come Desdemona; è per questo, credo, che riesco a comprenderla in modo così intimo.”