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Gerusalemme: tensione palpabile, installati posti di controllo

Una situazione congelata, con il blocco di Gerusalemme Est e le nuove regole imposte dal governo israeliano dopo l’ondata di attentati. La polizia ha

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Gerusalemme: tensione palpabile, installati posti di controllo

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Una situazione congelata, con il blocco di Gerusalemme Est e le nuove regole imposte dal governo israeliano dopo l’ondata di attentati. La polizia ha iniziato a installare i primi posti di controllo all’ingresso dei quartieri arabi in tarda mattinata.
È una misura che non fa che aumentare la rabbia della popolazione palestinese, secondo la Caritas. Alimenta il desiderio di vendetta e non serve a garantire sicurezza, come sottolinea questo residente palestinese:

“Nessuna misura può essere efficace, nemmeno se mettessero più soldati o agenti di polizia o se ordinassero la chiusura totale. L’unica cosa utile sarebbe se mettessero fine all’occupazione di Gerusalemme Est e se concedessero qualcosa all’Autorità palestinese”.

La situazione che si è venuta a creare negli ultimi giorni non è facile, per la popolazione israeliana.
Anche se alcuni quartieri sono rimasti tranquilli, una certa tensione c‘è:

“Fa un po’ paura camminare sulla strada dopo le dieci di sera. Di solito finisco di lavorare alle dieci, le strade sono vuote e fa paura aggirarsi quando non c‘è nessuno. Non hai idea da dove possa saltar fuori un terrorista, nel bel mezzo di Jaffa Road, per saltarti addosso e accoltellarti o farti qualcosa di male. Non è facile, ma passerà anche questo”.

Rabbia tra i Palestinesi, tensione tra gli Israeliani,
un po’ meno tra i turisti, che nella gran parte non sono nemmeno al corrente della situazione. Al massimo notano la presenza della polizia.
Questa giovane americana sa delle tensioni, ma s‘è fatta un’idea chiara sui rischi:

“Non penso che ci sia davvero un rischio per i turisti. Mi pare abbastanza chiaro che è un conflitto tra Palestinesi e Israeliani. E poi c‘è una presenza massiccia della polizia, e questo ci fa sentire tranquilli”.