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Turchia. Terzo e ultimo giorno di lutto nazionale. Akp sospende comizi

La Turchia celebra oggi la terza ed ultima giornata di lutto nazionale dopo l’attentato di Ankara che ha fatto 97 vittime secondo il bilancio

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Turchia. Terzo e ultimo giorno di lutto nazionale. Akp sospende comizi

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La Turchia celebra oggi la terza ed ultima giornata di lutto nazionale dopo l’attentato di Ankara che ha fatto 97 vittime secondo il bilancio ufficiale stabilito dalle autorità (ma contestato dall’opposizione, dai partiti filo-curdi e da associazioni mediche secondo cui i morti sono stati 128 e oltre 500 i feriti).

Ormai la pista dell’estremismo legato al gruppo Stato Islamico è quella seguita dalle autorità turche che in meno di due giorni hanno arrestato una cinquantina di sospetti militanti dell’organizzione. Secondo Ankara l’identificazione di due attentatori, attraverso esame del Dna, sarebbe imminente.

Il partito di governo, il filo-islamico Akp, ha confermato che le elezioni si terranno il 1 novembre, ma ha sospeso i raduni elettorali. Omer Celik, portavoce dell’Akp: “L’Akp ha sospeso la campagna elettorale. Il nostro Segretario e Primo Ministro non terrà alcun comizio fino a venerdì. E i comizi che seguiranno non saranno organizzati come in campagna elettorale ma come manifestazioni contro il terrorismo, allo scopo di riportare l’unità nel Paese”.

Intanto non si fermano le proteste contro il governo del Premier Ahmet Davutoğlu e contro il Presidente della Repubblica Recep Tayyip Erdoğan. Il partito d’opposizione filo-curdo Hdp punta il dito contro l’esecutivo e contro i servizi segreti. Le esplosioni sono avvenute in pieno centro e a meno di un chilometro di distanza dalla sede dell’intelligence. Condivisa tuttavia la scelta di sospendere la campagna elettorale.

“Non certo per ragioni di sicurezza” ha detto il copresidente e leader del partito Hdp Selahattin Demirtaş. “Come si fa a fare un comizio in un’atmosfera di lutto e tristezza del genere? Noi prendiamo le nostre misure di sicurezza, non abbiamo timori a riguardo. Ma la salvaguardia della vita della nostra gente, della vita dei cittadini è più importante di qualunque comizio elettorale” ha concluso.

Il Pkk rispetta intanto la tregua, ma le manifestazioni contro il governo si susseguono e la tensione resta alta nel Paese. Il Ministero dell’Interno ha sospeso due agenti turchi che avevano trascinato il corpo di un ribelle curdo rimasto ucciso negli scontri a Sirnak la settimana scorsa.