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Turchia: in marcia a Istanbul per le vittime di Ankara, nonostante il divieto

Centinaia di persone hanno sfidato il divieto di manifestare a Istanbul: la polizia ha tentato di respingere i dimostranti di una marcia organizzata

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Turchia: in marcia a Istanbul per le vittime di Ankara, nonostante il divieto

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Centinaia di persone hanno sfidato il divieto di manifestare a Istanbul: la polizia ha tentato di respingere i dimostranti di una marcia organizzata da società civile e sindacati per commemorare le vittime dell’attentato di sabato scorso ad Ankara.

“Lo Stato assassino sarà ritenuto responsabile”, hanno gridato i manifestanti, come nelle tante marce che si sono svolte negli ultimi giorni.

Il leader del partito filo curdo HDP, Selahattin Demirtas, durante una visita a familiari delle vittime, ha condannato l’atteggiamento del governo turco. “La gente ha deciso di scioperare per due giorni. La polizia carica i manifestanti ovunque, su ordine del governo. Commemorare assieme non è permesso neppure a tre persone. Soltanto lui – aggiunge Demirtas riferendosi al primo ministro Ahmet Davutoglu – può commemorare le vittime. Non si possono svolgere neppure i funerali dei propri cari”.

Il premier turco ha reso omaggio alle 97 vittime delle bombe alla stazione di Ankara, assieme ad altri membri del governo. Davutoglu ha affermato di possedere una lista di potenziali kamikaze. Il maggior partito di opposizione, il CHP, ha esortato la giustizia ad agire contro di essi, mentre il nazionalista MHP si chiede come mai lo Stato sia rimasto inattivo pur avendo una lista del genere quando invece non esita a far arrestare giornalisti se c‘è un ragionevole dubbio.

Il sospetto numero uno per l’esecutivo è l’Isil. Ma per le strade si denuncia “la strategia della tensione”, messa in atto dall’islamico AKP, il partito del presidente Erdogan che intende rafforzare i propri poteri cambiando la costituzione e per questo ha bisogno di riconquistare la maggioranza assoluta alle elezioni del primo novembre.