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MH17, le reazioni dei familiari delle vittime al rapporto olandese

I familiari delle vittime decedute nell’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines si sono riuniti a L’Aia per essere informati sui risultati

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MH17, le reazioni dei familiari delle vittime al rapporto olandese

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I familiari delle vittime decedute nell’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines si sono riuniti a L’Aia per essere informati sui risultati delle indagini, durate 15 mesi, inerenti le cause del disastro aereo.

I loro volti, le loro testimonianze presentano ancora nitidi i segni del dolore.

“Se sei in grado di realizzare un tale attacco, devi essere punito. Speriamo di riuscire ad andare sino in fondo”.

“Per noi, ogni giorno – dice un altro parente delle vittime -, ci si sente sempre come quel 17 luglio. Si può vivere così?”

Robby Oelhers, che ha perso una cugina nella tragedia, afferma invece di aver saputo che “l’aereo cambiò rotta perché c’era cattivo tempo, forti temporali, imbattendosi quindi al di sopra della zona di guerra, ciò non sarebbe dovuto accadere”.

Quasi tutti, comunque, si sono detti sollevati nell’apprendere che i passeggeri sono morti pressochè sul colpo, senza sofferenza.

“Ci sono voluti 10 anni affinchè il governo libico si svegliasse e facesse la cosa giusta per l’attentato al volo Pan Am 103 – asserisce infine James Healy-Pratt, legale dei familiari delle vittime -; spero che queste famiglie non debbano attendere altrettanto per avere giustizia”.

Il rapporto dell’autorità olandese su quanto accaduto in Ucraina ai 298 passeggeri del Boeing 777 che il 17 luglio dello scorso anno copriva la tratta da Amsterdam a Kuala Lumpur ancora non chiarisce, dunque, l’identità dei responsabili della tragedia.