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Turchia. Governo accusa Isis. Ma a due giorni da strage tanti interrogativi, nessuna risposta

Un Paese che piange le sue vittime e che ancora stenta a definire un bilancio definitivo. Un Paese che scende in piazza contro il governo di Ankara

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Turchia. Governo accusa Isis. Ma a due giorni da strage tanti interrogativi, nessuna risposta

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Un Paese che piange le sue vittime e che ancora stenta a definire un bilancio definitivo. Un Paese che scende in piazza contro il governo di Ankara. E un Paese assillato da molte domande ancora senza risposta. A due giorni dall’attentato kamikaze alla marcia pacifista di Ankara, gli inquirenti turchi indicano il gruppo Stato Islamico come autore della strage: 97 le vittime, 128 secondo l’opposizione.

“È possibile che sia stato l’Isis” osserva Enver Sezgin, commentatore politico al Taraf Daily. “Ma credo che non dovremmo limitarci a questa ipotesi. Perchè si è trattato di un attacco di grosse proporzioni e sono convinto che soltanto dei poteri più forti possano organizzare una cosa del genere. L’Isis può essere sfruttato da altri soggetti, come già accaduto in passato. Io credo che questo attacco sia stato preparato da altri”.

Il leader del partito filo-curdo Hdp Selahattin Demirtas ha apertamente accusato il governo: “avete le mani sporche di sangue” sono state le sue parole. Netta anche la posizione del principale partito d’opposizione, il Chp, che chiede le dimissioni di due ministri.

Kemal Kilicdargolu, leader del Chp: “Sono convinto che se il Ministro dell’Interno e quello della Giustizia rispettano i cittadini di questo Paese, se hanno rispetto per le vittime, per le loro famiglie e se hanno rispetto per il loro stesso incarico dovrebbero dare le dimissioni senza ulteriori spiegazioni. La responsabilità politica è la loro” ha detto in conferenza stampa.

Il Premier Ahmet Davutoglu ha decretato 3 giorni di lutto nazionale, mentre migliaia di persone sono scese in piazza per criticare il governo. In assenza di rivendicazioni, l’attentato suscita numerosi interrogativi e aggrava il clima di tensione nella società turca, a 3 settimane dalle elezioni.