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Sensori per migliorare la logistica in fabbrica

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Sensori per migliorare la logistica in fabbrica

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Siamo a Bilbao, nel nord della Spagna. In questo magazzino è in corso un curioso balletto robotico. Questi muletti automatizzati pesano otto

Siamo a Bilbao, nel nord della Spagna. In questo magazzino è in corso un curioso balletto robotico. Questi muletti automatizzati pesano otto tonnellate ciascuno e trasportano pesanti carichi di bottiglie.

Prodotti da un’azienda italiana, non hanno bisogno di essere comandati da un operatore.

“Funziona con un laser che rileva le pareti dello stabilimento e attraverso il laser riesce a ricavare la posizione vettoriale della macchina, che è in grado di muoversi in modo preciso, direi al millimetro”, spiega l’ingegnere Vittorio Cavirani, di Elettric80.

“Movimentare più macchine, calcolando percorsi, velocità e precedenze non è semplice – aggiunge – e tutto questo va fatto in sicurezza, che è l’altro problema fondamentale”.

Julián López Gómez, euronews: “Come fanno questi prototipi di muoversi in modo autonomo?”

I ricercatori hanno sviluppato dei sistemi di sensori grazie ai quali i veicoli entrano in relazione con l’ambiente circostante, seguendo il percorso desiderato ed evitando il rischio di collisioni.

Perché tutto funzioni a dovere, è stato necessario coordinare ogni strumento installato sulle macchine.

“I componenti sono diversi sensori che servono per monitorare, per vedere se intorno al robot ci sono persone che devono essere evitate – spiega Cesare Fantuzzi, ingegnere elettronico presso l’Università di Modena e Reggio Emilia – In cima c‘è il sensore che serve per la navigazione, ci sono anche due telecamere omnidirezionali. All’interno delle macchine vediamo il sistema di controllo. Questo governa tutti i movimenti e governa anche il movimento generale. Comunica con il sistema centrale tramite wifi”.

La cosa più difficile è stata sviluppare un sistema efficiente di percezione dello spazio. Scanner al laser e visori tridimensionali garantiscono la sicurezza del personale presente sul posto.

Sergiu Nedevschi, informatico presso la Technical University of Cluj-Napoca, in Romania: “Il sistema fornisce una descrizione dell’ambiente che circonda le macchine. Questo consente di discernere il suolo, di identificare gli ostacoli, capirne il movimento e valutare la velocità a cui si muovono e infine classificare gli ostacoli”.

Nello sforzo di elaborare questo sistema di guida automatizzata, i ricercatori hanno dovuto superare diverse difficoltà, come spiega Kay Fuerstenberg, coordinatore del progetto SICK AG/PAN-ROBOTS: “Una grossa difficoltà tecnica è dovuta al fatto che le condizioni di luminosità nei magazzini non sono ideali. Ci sono zone diversamente illuminate. Per le videocamere, questo è un problema. Ma grazie agli scanner al laser che sono insensibili alle condizioni di luce, siamo riusciti a ottenere risultati molto più affidabili”.

Per macchine come queste, le potenzialità sono notevoli. I ricercatori stanno infatti pensando a come meglio contribuire alla competitività delle imprese manifatturiere europee.

“Per i prossimi due anni seguirà una fase di sviluppo, prima che questi prodotti siano introdotti sul mercato”, afferma Fuerstenberg.

Oggi, macchinari automatizzati come questi costituiscono appena l’1% delle vendite nel mercato globale dei carrelli elevatori.