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Strage di Kunduz, arrivano scuse di Barack Obama ma Msf chiede indagine indipendente

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama si scusa personalmente per la strage all’ospedale di Kunduz, in Afghanistan. Il Pentagono ha avviato

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Strage di Kunduz, arrivano scuse di Barack Obama ma Msf chiede indagine indipendente

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Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama si scusa personalmente per la strage all’ospedale di Kunduz, in Afghanistan. Il Pentagono ha avviato un’inchiesta interna che permetta di fornire una spiegazione su come si sia potuto verificare un errore costato la vita a 22 persone, tra personale medico di Medici Senza Frontiere (Msf) e pazienti.

Il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest: “Il Presidente ha assicurato alla Dottoressa Liu (Presidente di Msf International) che l’indagine avviata dal Dipartimento della Difesa fornirà risultati trasparenti valutando in maniera oggettiva i fatti e le circostanze dell’incidente. E se necessario il Presidente adotterà misure che permettano in futuro di evitare tragedie come questa”.

L’Ong tuttavia non si accontenta delle scuse e nemmeno di un’inchiesta condotta dalla giustizia militare o dal Ministero della Difesa ed esige l’avvio di un’esame indipendente dell’accaduto. Nel corso di 24 ore gli Stati Uniti hanno cambiato due volte la versione di come si sia arrivati all’incidente. Dapprima spiegando che l’ordine del bombaramento era arrivato dal comando militare afgano, successivamente ammettendo che la decisione era venuta dal comando statunitense.

Jason Cone, Direttore Esecutivo di Medici Senza Frontiere: “Facciamo appello al Presidente Barack Obama affinchè permetta l’avvio di una commissione d’inchiesta indipendente. In questo modo invierà un segnale forte sull’impegno da parte del governo americano sul rispetto del diritto umanitario internazionale e delle regole dei conflitti. Non si tratta soltanto delle vittime del nostro staff e dei pazienti di Kunduz ma anche della sicurezza e dell’incolumità delle squadre mediche in tutto il mondo in zona di guerra”.

Secondo il New York Times il Generale degli Stati Uniti John Campbell avrebbe ammesso che il bombardamento di sabato 3 ottobre non aveva rispettato le regole d’ingaggio vigenti in Afghanistan. Al momento sono state avviate 3 differenti indagini: una da parte degli Stati Uniti, una afgana e una da parte della Nato.