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Kunduz, i lati oscuri del raid sull'ospedale di Medici Senza Frontiere

“Non chiamatelo incidente”. Con queste parole Medici Senza Frontiere ha chiesto una commissione d’inchiesta internazionale sui raid statunitensi che

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Kunduz, i lati oscuri del raid sull'ospedale di Medici Senza Frontiere

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“Non chiamatelo incidente”. Con queste parole Medici Senza Frontiere ha chiesto una commissione d’inchiesta internazionale sui raid statunitensi che hanno colpito un loro ospedale a Kunduz in Afghanistan facendo 22 morti. Secondo la Presidente internazionale della Onlus anche la guerra ha le sue regole: “E’ molto importante che venga fatta luce su quanto è accaduto. Da una parte come organizzazione facciamo presente che noi sosteniamo la Convenzione di Ginevra. Altrimenti dal punto di vista umanitario non sarà più possibile continuare a lavorare”, ha dichiarato Joanne Liu Presidente internazionale di MSF.

Medici Senza Frontiere non nasconde scetticismo sull’esito dell’inchieste militari interne anche se sottolinea che non sarà facile accertare la verità. La Commissione di inchiesta umanitaria internazionale esiste dal 1991 ma per essere attivita è necessario che lo chieda almeno uno Stato firmatario. Intanto gli Stati Uniti continuano a ribadire la loro tesi: errore.

“Il 3 ottobre le forze afghane, avvertite che stavano per essere attaccate da nemici, hanno chiesto il nostro supporto” – aveva sottolineato il generale Jonh Campbell a capo delle forze americane e Isaf in Afghanistan il giorno dell’accaduto. – “Lo scopo dei raid era eliminare la minaccia dei talebani ma accidentalmente hanno colpito anche civili”. Versione prontamente cambiata a distanza di 24 ore. “Per essere chiari la decisione di effettuare raid aerei è stata una decisione degli Stati Uniti presa dall’alto. Purtroppo un ospedale è stato colpito per errore noi non avremmo mai bombardato un ospedale intenzionalmente”.

Sono diversi i punti oscuri da chiarire. Prima il generale Campbell aveva dichiarato che il raid Nato era stato chiesto dalle forze afghane, poi al Congresso aveva detto che la decisione è stata presa dagli Stati Uniti. Da parte loro le autorità afghane hanno detto che il bombardamento è stato intenzionale: “La città è sotto il nostro controllo. Quelle zone dove si nascondevano i nemiciil , usando abitazioni di civili come come rifugio, sono state tutte prese. I terroristi sono stati sconfitti e ora la città di Kunduz è di nuovo completamente sotto il nostro controllo”, ha affermato . Dawlat Waziri, portavoce del Ministrero della Difesa afghano.

Secondo lo stesso ministero sarebbero stati i talebani ad aver attaccato l’esercito dall’interno dell’ospedale. Una versione dei fatti smentita da Medici senza Frontiere. Tanti gli interrogativi ancora senza risposta. Una cosa è certa: questo incidente getterà un’ombra sulla missione degli Stati Uniti in Afghanistan.