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Caccia al ladro sul web

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10 giorni dopo un tentativo di rapina con aggressione presso una gioielleria il paese di Vevey in Svizzera, è sotto shock. I malviventi sono stati

10 giorni dopo un tentativo di rapina con aggressione presso una gioielleria il paese di Vevey in Svizzera, è sotto shock. I malviventi sono stati cacciati dalla reazione del proprietario …

Yannick, il figlio del gioielliere accorso per primo sulla scena dei fatti ha trovato suo padre provato. La prima reazione è stata quella di recuperare le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare gli assalitori e informare la polizia……nella foga ha pubblicato le fotografie sulle reti sociali…

YANNICK MEYLAN, gioiellere: “L’idea era quella di fornire un supporto estremamente ampio, piuttosto veloce alla polizia impegnata nelle indagini, che stava setacciando tutte le strade per difenderci”.

La segnalazione dei sospettati sui social network è condivisa da migliaia di persone e permetterà l’arresto dei criminali in fuga. 5 ore dopo la rapina, un utente individua i responsabili e permette il loro arresto.

YANNICK MEYLAN: “ Si’, positivo, i criminali sono stati arrestati. Non saranno in grado di nuocere nei prossimi mesi. Questo dovrebbe essere uno strumento condiviso dalle autorità”.

In questo caso la pratica si è dimostrata efficace … ma è illegale: solo la polizia e i tribunali sono autorizzati ad utilizzare strumenti di segnalazioni, come ha spiegato Olivier Gueniat, comandante della polizia di Neuchâtel”.

OLIVIER GUENIAT, COMMANDANTE DI POLIZIA CANTONALE: “Quel che è certo è che si tratta di uno strumento adoperato dalle polizie. E’ adoperato, ma non sempre e sistematicamente. Dietro c‘è una riflessione che rientra nella logica del processo penale ed è il diritto all’oblio, la presunzione di innocenza ed anche la proporzionalità. Non si puo’ adoperare qualunque mezzo. Quindi non è auspicabile che i cittadini facciano da soli quello che lo stato non fa come una iniziativa cosi’. La gente è molto piu’ severa della giustizia, ci sono persone molto piu’ vendicative come non puo’ essere lo stato di diritto.

Spesso la polizia non è al corrente delle segnalazioni che appaiono su internet..qualche tempo fa c’era un avviso sui social network: la segnalazione di uno o due uomini che hanno seguito giovani donne dopo una serata in una zona di Ginevra. La descrizione era molto dettagliata. La pubblicazione è stata ripresa da oltre 800 persone. Pochi giorni dopo, una donna conferma il rapporto con un commento….spiegando che preferiva testimoniare su Facebook, piuttosto che lamentarsi con la polizia.

Queste testimonianze possono essere utili per gli utenti dei social network ma su un piano legale la polizia svizzera non puo’ fare niente se non ha una denuncia.

OLIVIER GUENIAT: “Prefisco che tutte le azioni si inscrivano in una dimensione giudiziaria e siano affidate a dei professionisti, persone formate con un mestiere e che ci sia il controllo dell’autorità. Se il cittadino prende il potere si rompe la fiducia col sistema della giustizia”.

Un miliardo e mezzo di pesone dispongono di un account Facebook. Questa nuova cultura dei social network, onnipresente, cambia le abitudini. L’immediatezza, la capacità di avvertire il maggior numero di persone effettivamente fa crescere la tentazione di una giustizia civile sui social network al di fuori della giustizia ufficiale.