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Schiaffo a Facebook. La Corte di Giustizia UE boccia l'accordo per il trasferimento di dati personali verso gli Stati Uniti

Un verdetto che fa tremare il mondo delle imprese e di Internet. La Corte di giustizia europa ha bocciato l’accordo per lo scambio dei dati tra

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Schiaffo a Facebook. La Corte di Giustizia UE boccia l'accordo per il trasferimento di dati personali verso gli Stati Uniti

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Un verdetto che fa tremare il mondo delle imprese e di Internet. La Corte di giustizia europa ha bocciato l’accordo per lo scambio dei dati tra l’Europa e Stati Uniti, definito Safe Harbour.

I magistrati hanno accolto il ricorso presentato da un austriaco di 27 anni, Max Schrems: “Per anni- ha dichiarato Schrems- la Commissione europea è rimasta a guardare, negli ultimi due o tre anni questo sistema avrebbe potuto essere riformato, ma si rimandava sempre”. Ora la sentenza dice che ci sono molti punti da rivedere”

Questo giovane giurista si era opposto al trasferimento dei dati personali su Facebook verso gli Stati Uniti, ricordando gli abusi commessi dall’intelligence americana, svelati dall’affare Snowden.

A Strasburgo il vice-presidente della Commissione europea Frans Timmermans ha promesso in tempi rapidi nuove linee guida per le autorità garanti dei dati su come trasferire i dati richiesti dagli Stati Uniti, alla luce di questa sentenza, per dare protezione ai cittadini e la certezza della legge alle imprese.

L’accordo Safe Harbour è stato siglato tra la Commissione europea e gli Stati Uniti quindici anni fa ed è utilizzato da oltre 4000 aziende tra cui Facebook, Amazon e Google. Per i magistrati europei, non è garantita una protezione sufficiente dai dati personali.

Dure critiche della sentenza sono giunte dalla Confindustria europea secondo cui un’‘interruzione del flusso transnazionale di dati potrebbe seriamente colpire il commercio tra Europa e Stati Uniti.

“Il rischio è naturalmente che i dati siano conservati solo in Europa e che mettiamo una sorta di barriera intorno a Internet e al Cloud in Europa- ammette l’eurodeputata liberale Sophie in’t Veld- Non lo vogliamo. Vogliamo innovazione e il web, ma questo puo’ esserci solo se sappiamo che i nostri dati sono al sicuro”

Facebook ha negato di aver commesso abusi ed ha chiesto un’urgente revisione della norma per il trasferimento legale di dati.