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Artur Mas sotto accusa: danno o aiuto all'indipendentismo catalano?

I giudici catalani offrono un salvagente al Presidente uscente Artur Mas e incendiano il dibattito politico spagnolo già caldo dopo le elezioni

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Artur Mas sotto accusa: danno o aiuto all'indipendentismo catalano?

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I giudici catalani offrono un salvagente al Presidente uscente Artur Mas e incendiano il dibattito politico spagnolo già caldo dopo le elezioni regionali di domenica scorsa.

L’accusa di disobbedienza civile rivolta al leader indipendentista dal Tribunale Superiore della Giustizia catalana, viene letta da Convergenza Democratica, il partito di Mas, come un attacco politico da parte della magistratura che farebbe così il gioco di Madrid. Di fatto invece le accuse hanno già trasformato Mas in un martire della causa secessionista.

“Si cerca d’ottenere attraverso i tribunali quello che non si è ottenuto dalle urne. Il Presidente della Catalogna è una risorsa cruciale a livello locale e a livello internazionale” ha detto Josep Rull, della Cdc (Convergencia Democrática de Cataluña).

Contrari all’indipendenza, i moderati di Ciudadanos di Albert Rivera si chiamano fuori dal gioco delle accuse.

“Non vogliamo avere ingerenze come altri fanno. Se c‘è da render conto alla giustizia presumo che ci siano accuse specifiche” ha detto Rivera.

E l’accusa rivolta a Mas risale al fatidico 9 novembre dell’anno scorso, quando il leader indipendentista organizzò, fuori da ogni quadro legale, un referendum autonomista. L’accusa della procura contro Mas e altre due dirigenti del partito (Joana Ortega e Irene Rigau) era stata formulata sin dal 21 dicembre 2014. Ad attirare l’attenzione dunque è in particolare la tempistica con cui il Tribunale Superiore avvia l’indagine contro Mas.

“Per prima cosa Artur Mas sarà deputato e come tale avrà l’immunità parlamentare” ricorda Jordi Matas, Professore di Scienze Politiche dell’Università di Barcellona. “Quindi ci sarà comunque bisogno dell’approvazione del Parlamento catalano per poter andare a processo”.

Le accuse dei giudici, interpretate da molti come un affondo contro gli indipendentisti, in realtà hanno permesso a Mas di raccogliere dichiarazioni di solidarietà super partes, aumentando le sue speranze di farsi rieleggere Presidente. Speranze che fino a ieri erano nulle. L’altro partito indipendentista infatti, il Cup (Candidatura de Unidad Popular, partito di estrema sinistra), ha da sempre espresso in modo chiaro la propria intenzione di non appoggiare la rielezione di Mas come Presidente della Generalitat.

Sono soltanto i voti del Cup che hanno permesso al campo indipendentista di celebrare come una vittoria le legislative di domenica 27 settembre. Perchè solo sommando i propri seggi a quelli ottenuti dal Cup i partiti indipendentisti possono affermare di avere la maggioranza in Parlamento (68 seggi). Ora, dopo la formulazione delle accuse contro Mas, anche il Cup ha espresso solidarietà nei confronti del leader indipendentista.

Artur Mas dovrà comparire in Tribunale il prossimo 15 ottobre. Che sia un caso oppure no, si tratta proprio del 75esimo anniversario della condanna a morte per fucilamento di Luis Companys. Ex-Presidente della Generalitat, Companys proclamò lo Stato di Catalogna nel 1934, fu deportato in Spagna da Parigi dalla Gestapo e accusato di ribellione da un tribunale franchista. Una cornice che sembra perfetta per trasformare simbolicamente Artur Mas nel nuovo “martire” della causa indipendentista catalana.