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Docks Art Fair: l'arte, diversamente

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Docks Art Fair: l'arte, diversamente

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La mercificazione dell’arte è fra le prerogative della modernità. La quinta edizione della Docks Art Fair a Lione è quindi un evento tanto culturale

La mercificazione dell’arte è fra le prerogative della modernità. La quinta edizione della Docks Art Fair a Lione è quindi un evento tanto culturale che commerciale. In coincidenza con la Biennale d’Arte Contemporanea del capoluogo del Rodano Alpi venti galleristi francesi e internazionali hanno presentato artisti emergenti.

Patricia Houg Direttrice e cofondatrice di Docks Art Fair : “Qui abbiamo formato un certo pubblico perchè abbiamo sdrammatizzato l’approccio artistico rendendolo piu’ conviviale e in formato ridotto, le persone si avvicinano alle opere, ai galleristi, agli artisti e poi osano domandare i prezzi, in una galleria è piu’ complicato, le persone non vi entrano senza autorizzazione e l’acquisto è piu’ complicato”

Olivier Houg, confondatore Docks Art Fair: “Quando abbiamo creato Docks Art Fair effettivamente c’era un deficit nell’ambito del mercato a Lione e soprattutto nella provincia francese, il fatto di varare Docks Art Fair era l’occasione per mostrare quello che era possibile creare in modo modesto ma interessante per la qualità. Certo non generiamo un business milionario a Lione; in ogni con Docks Art Fair ci si ritrova sempre e c‘è un mercato che esiste ed è sempre piu’ forte e fedele”.

Sergio Conçalves che viene da Rio de Janeiro ha portato a Lione il giovane artista brasiliano Felipe Barbosa autore di grandi patchwork dal costo anche di 14.000 euro. Conçalves già operativo in Europa è venuto a Lione per espandere il suo mercato.

Sergio Conçalves, gallerista di Rio de Janeiro: “Ho già clienti collezionisti in Svizzera e alcuni a Parigi ma nessuno nel sud della Francia. E’ la prima volta che veniamo qui ed è una opportunità per aprire nuovi mercati per gli artisti brasiliani”.

Juan Cárdenas è nato in Germania e dirige la sua galleria a Valencia in Spagna. Non sconta la crisi economica spagnola perchè la sua è una clientela internazionale. Qui ha portato l’artista iberica Keke Vilabelda che mescola pittura, scultura e fotografia.

Juan Cárdenas, gallerista: “Quello che è importante per noi è che ci sia un intesa fra l’arte che mostriamo e il pubblico per far capire le opere. Anche se appare utopistico ci piacerebbe rendere piu’ democratica l’arte, se non c‘è nessuno che compra l’arte, gli artisti non potranno vivere e non ci sarà piu’ arte”.

Una galleria tedesca presenta le opere di Harding Meyer nato in Brasile ma operativo in Germania. I suoi oli di grande formato costano dai 10 ai 15 mila euro.

Rüdiger Voss, gallerista: “Noto un cambiamento sul mercato dell’arte tedesca: quando si inizia con artisti molto giovani, che hanno appena finito l’accademia, è dura non c‘è piu’ l’entusiasmo di un tempo per le novità da comprare. Adesso gli acquirenti aspettano per capire il potenziale dell’artista. E’ un peccato.”

Il gallerista Laurent Godin presenta l’opera di Marlène Mocquet una 33enne francese considerata un astro nascente che ha già esposto a Parigi, Lione, Hong Kong e New York.

Laurent Godin, gallerista: “L’interesse per il lavoro dell’artista giovane o meno giovane non sta solo nell’oggi o nel domani per noi ma nel far vedere le opere, questo è quel che ci spinge prima di tutto”.

Quest’anno la novità della fiera lionese sta nel fornire al pubblico una guida che illustra le diverse opere e i diversi artisti.

W.Spindler, euronews: “Il mercato dell’arte ristagna indipendentemente dal fatto che i prezzi delle opere restano astronomici. Se un giovane artista vuole imporsi sul mercato deve lavorare sodo, cosa che riguarda tutti i protagonisti di questa fiera”.