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Qual è l'influenza delle banche centrali sull'economia globale?

L’altalena sui tassi di interesse Nel primo trimestre la Banca d’Inghilterra era ottimista sul rialzo dei tassi di interesse. Tuttavia il crollo dei

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Qual è l'influenza delle banche centrali sull'economia globale?

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L’altalena sui tassi di interesse

Nel primo trimestre la Banca d’Inghilterra era ottimista sul rialzo dei tassi di interesse. Tuttavia il crollo dei prezzi del petrolio, i timori di un rallentamento globale e dati economici non troppo incoraggianti dal Regno Unito, hanno indotto ad attendere.

Questo mese ci sono stati alcuni segnali positivi, in particolare nell’ultimo rapporto nel Regno Unito su inflazione, mercato del lavoro e vendite al dettaglio. Dati che hanno portato il governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, a parlare di un possibile rialzo dei tassi verso la prima metà del 2016.

Negli Stati Uniti invece le prospettive di un aumento sono state in parte disattese. Dopo l’incontro di Jackson Hole, alcuni politici hanno parlato del rialzo dei tassi mentre altri hanno invocato un ulteriore programma di allentamento monetario.

Le preoccupazioni sono aumentate con l’annuncio della Fed che ha lasciato invariati i tassi. Ma Janet Yellen ha sottolineato che ogni decisione deve andare di pari passo con lo sviluppo economico.

L’analisi: le ripercussioni sull’economia mondiale

Per comprendere meglio la questione abbiamo raggiunto Nour Eldeen al Hammoury, chief market strategist presso ADS securities.

Daleen Hassan, euronews: “Come sono cambiate fino ad ora le politiche delle banche centrali negli Stati Uniti, Regno Unito e Cina a partire dal primo trimestre di quest’anno?”

Nour Eldeen Al Hammoury:“Iniziamo dalla Banca Popolare cinese che si era detta pronta ad intervenire nel caso in cui l’economia avesse rallentato ulteriormente. È esattamente quello che è successo e la Banca è intervenuta più volte per sostenere la crescita. Per quanto riguarda la banca d’Inghilterra e la Federal Reserve, entrambe facevano il tifo per un aumento dei tassi, arrivati ai suoi minimi record in sette anni. Tuttavia non hanno potuto procedere a causa del rallentamento globale dell’economia. I timori sono aumentati cosa che induce le banche a tenere i tassi invariati come abbiamo visto la scorsa settimana da parte della Fed. Un possibile rialzo potrebbe essere deciso in dicembre o nel 2016”.

Daleen Hassan, euronews: “Molti hanno sollevato delle critiche per la politica della Fed, che prima annuncia di voler alzare i tassi di interesse e poi rinvia a più riprese la decisione. Recentemente Janet Yellen ha dato la colpa alla situazione dell’economia globale, dicendo che al momento non è affidabile. Cosa ne pensi?”

Nour Eldeen Al Hammoury: “Sì, la Federal Reserve continua a ritardare il rialzo dei tassi, cosa che aumenta il livello di incertezza del mercato, mentre tutti attendevano un percorso più chiaro. La Fed si trova nel mezzo di due situazioni complicate: alzare i tassi potrebbe aver ripercussioni sul debito globale dominato dal dollaro statunitense, che rappresenta oltre il 60% del debito globale. Ma la tempo stesso se la Fed lascia i tassi invariati troppo a lungo potrebbe risertirne e influenzare un ulteriore rallentamento dell’economia”.

Daleen Hassan, euronews: “Parliamo ora della politica della Banca d’Inghilterra che durante l’ultima riunione è apparsa più trasparente a differenza della Fed. Possiamo fare un confronto tra le due banche?”

Nour Eldeen Al Hammoury: “La differenza tra le due banche risiede nel fatto che nel Regno Unito lo sviluppo economico è più stabile. È inoltre più positivo soprattutto nei dati di crescita dei posti di lavoro.
Negli Stati Uniti il mercato del lavoro oscilla con i dati del Pil. Quindi la Banca d’Inghilterra ha maggior margine di manovra per per iniziare ad aumentare i tassi, mentre la Fed potrebbe continuare a ritardare. La situazione nel regno Unito e più stabile rispetto agli Stati Uniti, cosa che rende la Banca d’Inghilterra più affidabile della Fed”.

Daleen Hassan, euronews: “Quale ruolo potrebbe svolgere la Banca Popolare cinese per influenzare le altre banche centrali e i mercati?”

Nour Eldeen Al Hammoury: “La Cina ha dimostrato quanto può influenzare l’economia e i mercati globali, soprattutto dopo quello che è successo qualche settimana fa. Il calo dell’indice di Shanghai ha portato all’aumento dei timori di tutti i titoli azionari nel mondo. Tuttavia, la Cina non dovrebbe essere colpevolizzata considerato che ha portato l’economia globale ad una ripresa dopo la crisi finanziaria e il rallentamento in corso è salutare prima di una nuova crescita. Funziona così il ciclo economico. Si dovrebbe invece puntare il dito contro Europa, Stati Uniti e alcuni paesi asiatici, che non sono riusciti ad attuare nelle loro economie le riforme necessarie dopo la crisi. Credo quindi che la Cina non abbia nessuna colpa anche perché ha guidato la ripresa economica globale per più di sette anni”.

Daleen Hassan, euronews: “Come si potrebbero riflettere le decisioni delle banche centrali sul mercato azionario, valutario e delle merci in Medio Oriente?”

Nour Eldeen Al Hammoury: “Le decisioni delle banche centrali hanno sempre colpito i titoli azionari della regione mediorientale e del nordafrica, soprattutto quelle assunte dalla Federal Reserve, sia nel caso di un rialzo o di nessuna variazione dei tassi di interesse. L’ultima decisione non è stata positiva per la regione. La Fed ha aumentato di nuovo il livello di incertezza sui mercati. Tuttavia, ci sono alcuni fattori positivi per il Medio Oriente, tenendo i tassi invariati con una ichiarazione prudente è cresciuta la pressione sul dollaro statunitense, elemento che potrebbe condurre a una stabilizzazione del prezzo del greggio, spesso in caduta libera. Un passo positivo per i titoli azionari della regione o almeno bloccare gli ultimi ribassi”.

È tutto per questa puntata. Seguiteci sui nostri social media, aspettiamo i vostri commenti con l’hashtag #BUSINESSMIDDLEEAST.