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Afflusso migranti verso Austria. Scatta la polemica tra Croazia e Ungheria

Sono quasi 11.000 i migranti e richiedenti asilo che ieri hanno continuato la lunga marcia verso l’Europa centro-settentrionale, dopo che Ungheria e

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Afflusso migranti verso Austria. Scatta la polemica tra Croazia e Ungheria

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Sono quasi 11.000 i migranti e richiedenti asilo che ieri hanno continuato la lunga marcia verso l’Europa centro-settentrionale, dopo che Ungheria e Croazia hanno lasciato attraversare le proprie frontiere, dirigendo il flusso migratorio verso l’Austria.

Secondo le autorità austriache almeno 10.700 persone sono arrivate alla frontiera all’altezza di Nickelsdorf, dopo che per alcune ore l’autostrada che attraversa il confine era stata bloccata.

“I trafficanti ci tengono in pugno, non ci lasciano alcuna scelta e mettono costantemente la nostra vita in pericolo” racconta ai microfoni di euronews Ramadan Mahmud, fuggito da Aleppo. “Eravamo circa 60, la nave ha cominciato ad imbarcare acqua e per poco non siamo affondati”.

Con la fine dell’estate la rotta dei Balcani assume se possibile un ruolo ancora più centrale nell’afflusso di migranti. La decisione della Croazia di lasciar transitare migliaia di persone verso l’Ungheria, dopo aver bloccato due giorni fa i posti di passaggio con la Serbia, ha innescato una polemica tra i due Paesi che tuttavia hanno organizzato una sorta di ponte-autobus portando i migranti fino al confine con l’Austria.

Ora Budapest accusa Zagabria di essere di fatto complice nel traffico di esseri umani lasciando affluire i migranti verso il suo territorio. L’Ungheria, che aveva sostenuto la Croazia prima dell’entrata nell’Unione Europea, minaccia di non appoggiare la sua adesione allo spazio Schengen.

“In questo momento c‘è una fila infinita di autobus alla frontiera ungherese all’altezza di Beremend, attraversano il confine per portare i rifugiati arrivati dalla Croazia ma ancora non si sa quanto potrà durare questa sorta di viaggio organizzato” spiega la nostra corrispondente in Ungheria Andrea Hajagos.

Secondo indiscrezioni il governo di Viktor Orban potrebbe continuare a gestire in questo modo il transito attraverso il Paese e fino al confine con l’Austria fino a quando non avrà terminato, tra qualche giorno, la costruzione di una barriera lungo la frontiera con la Croazia.