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Croazia dirotta i profughi verso Ungheria e Slovenia

Sono bastati diciassettemila migranti arrivati in Croazia negli ultimi tre giorni a mettere in difficoltà le capacità di accoglienza del Paese. Le

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Croazia dirotta i profughi verso Ungheria e Slovenia

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Sono bastati diciassettemila migranti arrivati in Croazia negli ultimi tre giorni a mettere in difficoltà le capacità di accoglienza del Paese. Le autorità li hanno istradati verso l’Ungheria e la Slovenia e hanno chiuso 7 degli 8 valichi con la Serbia.

Tensione a Beli Manastir, località croata al confine con l’Ungheria, dove gruppi di afgani e siriani, in attesa di treni per Zagabria, hanno colpito gli sportelli della biglietteria con pietre e bastoni.

Circa 1.500 stranieri hanno raggiunto la capitale in treno. La polizia li ha trasferiti in un centro di identificazione, ma poi li ha lasciati liberi di ripartire.

Una ventina di autobus hanno portato più di mille profughi fino alla frontiera ungherese.
Budapest ha dapprima affermato di non volerli accettare, poi li ha lasciati entrare, ma intanto, dopo aver costruito il muro lungo il confine con la Serbia, lavora a una separazione analoga dal territorio croato.

La Slovenia, che fa parte dell’area Shengen, può essere già una meta ambita dai rifugiati, anche se la maggior parte punta alla Germania o al nord Europa. Dopo l’arrivo di un piccolo gruppo di profughi giovedì notte, Lubiana ha interrotto il traffico ferroviario con la Croazia.

Attila Magyar, inviato di euronews a Beremend, sottolinea: “Nella giornata di venerdì la situazione è cambiata più volte, ma i rifugiati e i migranti non sono stati informati su ciò che stava accadendo. Voci dicevano che sarebbero andati in Slovenia, in Ungheria o in Austria. L’unica cosa chiara è che la Croazia fatica a gestire questa crisi.”