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Migliaia di migranti bloccati a Salisburgo, in Germania cresce la pressione sul governo

Resta alta la tensione in Austria, dove migliaia di migranti sperano di riuscire a passare la frontiera con la Germania: alla stazione di

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Migliaia di migranti bloccati a Salisburgo, in Germania cresce la pressione sul governo

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Resta alta la tensione in Austria, dove migliaia di migranti sperano di riuscire a passare la frontiera con la Germania: alla stazione di Salisburgo-Freilassing sono in settemila ad attendere una riapertura della frontiera, che la Germania non ha chiuso ma ha reso meno permeabile.

Martedì erano stati respinti 3500 migranti, mercoledì 4600, centinaia anche ieri ma il numero potrebbe calare, anche se solo per qualche giorno, in seguito alla chiusura delle frontiere ungheresi e poi croate.

I treni tra Austria e Germania restano per ora bloccati.

Almeno 1.500 migranti sono riusciti comunque ad arrivare a Monaco di Baviera, ed è proprio in Baviera che si è recato, in visita a un centro d’accoglienza temporanea, Thomas De Maizière, il sempre più contestato Ministro dell’Interno:

“I controlli alle frontiere non significano chiusura dei confini, ma servono ad assicurarsi che gli arrivi siano coordinati e che sappiamo chi arriva”, ha precisato il ministro, in crisi di consenso come tutto il governo, a partire da Angela Merkel.

La Cancelliera e il Ministro si mostrano negli ultimi giorni più presenti, più attivi sul campo.
Conseguenza, forse, dell’arrivo di uno spin doctor statunitense. Per il momento però non sembra funzionare, anche il selfie di Angela Merkel con un migrante le è valso critiche e interrogativi pesanti, come quello di Die Zeit, che ha pubblicato la fotografia corredandola col titolo: “Sa quello che sta facendo?”. Anche se l’articolo poi tendeva a salvarne l’operato, la domanda è di quelle che in Germania si stanno ponendo in molti.

Una crisi di cui il primo a fare le spese è stato per ora Manfred Schmidt, direttore dell’Ente federale per la migrazione e i rifugiati, che si è dimesso. Criticato, ma visto da molti come un capro espiatorio.