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Meimarakis si prende la rivincita

Alto, altissimo. Segni particolari: baffi. Quasi un guerriero greco. Vangelis Meimarakis, 61 anni, non ha mai avuto il carisma del leader, eppure

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Meimarakis si prende la rivincita

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Alto, altissimo. Segni particolari: baffi.
Quasi un guerriero greco.
Vangelis Meimarakis, 61 anni, non ha mai avuto il carisma del leader, eppure la situazione politica greca di oggi potrebbe rendergli quello che la vita non gli ha dato finora: il piglio del capo e la leadership del Paese.

Catapultato alla guida del partito Nuova Democrazia dopo le dimissioni dell’ex segretario, nel luglio scorso, potrebbe approfittare della parabola discendente di Alexis Tsipras che ha sprecato il capitale di consensi, soprattutto presso i giovani, piegandosi alle condizioni della troika pur di ottenere il prestito di 86 miliardi di euro.

E i sondaggi danno, a qualche giorno dal voto, la distanza tra Syriza e Nuova Democrazia ridotta ormai a un solo punto percentuale.
Ministro della Difesa dal 2003 al 2006, presidente del parlamento dal 2012 a gennaio del 2015, quando si dimette per uno scandalo di riciclaggio di denaro, ha fatto campagna spingendo per ritrovare la stabilità economica e perché la Grecia resti nella zona euro.
Con le dimissioni di Antonis Samaras a luglio, dopo l’esito del referendum, catastrofico per Nuova Democrazia, è nominato segretario del partito ad interim. È l’unico che può sfidare Tsipras.
Nonostante sia un fautore dell’austerity, a Berlino non va a genio.

In caso di vittoria, Meimarakis vorrebbe un governo di coalizione nazionale, più forte di fronte alle istituzioni internazionali. Via che non percorrerà insieme Syriza. Che su questo punto ha già detto no a qualsiasi alleanza con il centro destra.