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Burkina Faso: secondo golpe in meno di un anno, che succede?

Il Burkina Faso è piombato in una fase di grande instabilità dopo il golpe militare. I soldati hanno annunciato di aver sciolto le istituzioni e

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Burkina Faso: secondo golpe in meno di un anno, che succede?

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Il Burkina Faso è piombato in una fase di grande instabilità dopo il golpe militare. I soldati hanno annunciato di aver sciolto le istituzioni e preso il controllo del Paese. Mercoledì la guardia presidenziale aveva sequestrato il presidente ad interim Michel Kafando e il primo ministro Yacouba Isaac Zida. Un nuovo colpo di stato dopo meno di un anno. Cosa succede in Burkina Faso?

La lunga era firmata Compaoré

Lo stato piccolo e popoloso dell’Africa occidentale è stato fino al 1984 sotto l’egemonia del partito di Blaise Compaoré, diventato presidente nel 1987 dopo l’omicidio del presidente Thomas Sankara, di cui era il braccio destro. Un potere conservato fino al 31 ottobre del 2014 quando violenti proteste di piazza lo hanno costretto alle dimissioni. La rivolta è stata scatenata dal tentativo di Compaorè di imporre una modifica costituzionale per estendere il suo mandato oltre il termine previsto per la fine del 2015.

Dopo un periodo transitorio, la Presidenza è stata assunta dall’ex diplomatico Michel Kafando, che aveva il compito di guidare il Paese verso le elezioni presidenziali previste l’undici ottobre 2015. Elezioni viste come la possibilità di liberare il Burkina Faso dalla guida militare. Prima che arrivasse il golpe a sfumare questa speranza di democrazia.

Il golpe: “Fine al degenerato regime di transizione”

A guidare il colpo di stato è stata la Guardia presidenziale (RSP), il corpo militare si compone di 1300 soldati ed esiste dal 1966. È stato uno dei pilastri del regime di Compaoré. La guardia presidenziale ha detto di avere tolto al presidente ad interim Michel Kafando le proprie funzioni e di avere sciolto il governo, annunciando “elezioni inclusive”, il messaggio che ha confermato il colpo di stato è stato trasmesso in televisione.

“Le forze patriottiche, raggruppate nel Consiglio Nazionale per la Democrazia, hanno deciso oggi di mettere fine a questo degenerato regime di transizione. La transizione si è progressivamente distanziata dagli obiettivi di rifondare la democrazia”, ha detto il tenente colonnello Mamadou Bamba.

La lunga notte del Burkina Faso

Proteste contro gli arresti ci sono state nella capitale Ouagadougou quando nella sera mercoledì centinaia di persone sono scese. Momenti di tensione anche nella giornata di giovedì quando i soldati hanno sparato in aria per disperdere una folla che manifesta contro la guardia presidenziale.

Piazza della rivoluzione – “Dormiamo qui!”

Le strade al centro della capitale Ouagadougou, il silenzio surreale di questa mattina

La condanna internazionale Gli arresti sono duramente condannati dalle Nazioni Unite e dall’Unione Africana.

“Il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon è oltraggiato dalla notizia della detenzione del presidente Michel Kafando e del primo ministro Yacouba Isaac Zida del Burkina Faso” e “ha chiesto il loro immediato rilascio”, si legge in un comunicato ufficiale.

Arresti “condannati nei termini più duri” anche dal Consiglio di sicurezza dell’Onu che ha chiesto il rilascio immediato di tutti i membri del governo arrestati.

Il Consiglio Onu, in una dichiarazione adottata all’unanimità dai suoi 15 membri, ha sottolineato che “la detenzione da parte di elementi del Reggimento di sicurezza presidenziale rappresenta una violazione flagrante della costituzione” del Burkina Faso.