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Gerusalemme: terzo giorno di scontri, Israele vara legge per pene minime a chi lancia sassi

Il governo israeliano ha tenuto una riunione d’emergenza, dopo il terzo giorno consecutivo di scontri sulla spianata delle Moschee, a Gerusalemme

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Gerusalemme: terzo giorno di scontri, Israele vara legge per pene minime a chi lancia sassi

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Il governo israeliano ha tenuto una riunione d’emergenza, dopo il terzo giorno consecutivo di scontri sulla spianata delle Moschee, a Gerusalemme Est.
L’esecutivo vara una norma che prevede un minimo di pena per chi lancia sassi e bombe Molotov. Per l’approvazione, la norma avrà una corsia preferenziale.
Alcuni giovani palestinesi che si erano barricati nel complesso di Al Aqsa hanno lanciato pietre e petardi sugli agenti israeliani, che hanno poi smantellato le barricate e chiuso le porte della moschea.
È il secondo giorno del Capodanno ebraico, i disordini nascono dall’afflusso di gruppi di ebrei alla Spianata, sacra anche per loro perché rappresenta il Monte del Tempio.

Il capo-negoziatore palestinese, Saeb Erekat, denuncia “un piano spaventosamente criminale” da parte di Israele, accusata di voler spartire la moschea di Al-Aqsa.

Secondo i palestinesi, Israele tenta di imporre con visite quotidiane di gruppi di ebrei sotto scorta il fatto acquisito di una spartizione del luogo sacro.
Almeno due i palestinesi arrestati, che si sommano alla decina dei giorni precedenti.