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Biennale: reinventare lo spazio a Tallinn

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Biennale: reinventare lo spazio a Tallinn

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400 mila abitanti, 800 anni di storia Tallin capitale dell’Estonia è famosa per i suoi massicci investimenti sulla e-society tanto da essere

400 mila abitanti, 800 anni di storia Tallin capitale dell’Estonia è famosa per i suoi massicci investimenti sulla e-society tanto da essere definita la silicon valley del Baltico. Una vocazione che invita a ripensare l’urbanistica.

Anja Bencze, euronews:“Qui, nei nodi piu’ trafficati di Tallinn, le sfide della moderna urbanizzazione diventano il pane quotidiano in un reticolo di strade troppo rumorose, troppo nette e piene di automobili. Ma l’epicentro della città futura come sarà? E’ una delle questioni per la Biennale di Architettura di Tallinn dedicata al tema delle città ad orientamento automatico…”

A Tallinn l’intersezione Viru rimodellata, demolita e ricostruita negli ultimi 100 anni non poteva non essere al centro del concorso della Biennale “Epicentro Tallinn” con 23 progetti da 14 paesi. Tema: immaginare come automobili senza conducente potranno alterare l’urbano!

Lobbens e Frederique Barchelard, hanno vinto il primo premio da €4,000.

Ott Alver commissario di Vision Competition:
“I vincitori vengono da Danimarca e Francia. Puntano a risolvere tutti i problemi urbanistici attorno a questo settore, questioni di traffico e di pedoni. Di fatto portano nuove visioni a Tallinn.”

La terza edizione della Biennale di Architettura di Tallinn col tema delle “Città ad orientamento automatico” tende a riflettere su come i grandi cambiamenti tecnologici investano non solo il nostro stile di vita, ma tutto l’ambiente con una serie di eventi, mostre e dibattiti.

L’architetto e urbanista Marten Kaevats è il principale artefice della Biennale.

Marten Kaevats, urbanista: “Automobili senza conducente significano una presenza 10 volte meno di veicoli, cosa che vuol dire molta piu’ efficienza di prima in termini di spazio e meno congestione. Cosa farne allora dello spazio in abbondanza. E’ adesso che gli architetti e i paesaggisti devono scatenare la loro creatività con nuovi strumenti”.

Nuovi strumenti sono esplorati nella maggiore mostra della Biennale “Body Building” al Museo Estone dell’ Architettura. Vi sono illustrati 10 studi internazionali con prototipi e installazioni che sfruttano nuove tecnologie capaci di proiettarci nel futuro in termini di edifici, spazi oggetti quotidiani.

Siim Tuksam, curatore di “Body Building”:
“Il corpo e l’edificio sono in realtà impostati come due opposti, essendo l’edificio qualcosa di normale, qualcosa che noi conosciamo come tale,pareti diritte, cemento e vetro, mentre il ‘corpo’ è qualcosa di organico, di auto-regolabile, qualcosa che si adatta. E’ un sistema.”

Sille Pihlak, curatrice di “Body Building”: “Abbiamo cercato di far vivere questa esperienza nello spazio espositivo che evolve da elementi rigidi a quelli organici”.

I “Prototipi di comportamento” di Kokkugia, esplora metodologie di progettazione in divenire sviluppate dal comportamento di auto-organizzazione dei sistemi biologici, sociali. Un progetto degli architetti Roland Snooks Londra e Robert Stuart-Smith, Melbourne.

Roland Snooks, architetto: “Molto del nostro lavoro investe la progettazione con algoritmi. Quindi invece di disegnare direttamente o modellare un edificio o una architettura siamo interessati a quelle che sono le condizioni di base da cui qualcosa nasce. Esempio: molti degli algoritmi che utilizziamo provengono dal brulicare degli esseri, lo sfarfallio degli stormi di uccelli, le evoluzioni dei banchi di pesci. Attraverso l’interazione di queste semplici decisioni emergono comportamenti complessi. Pensiamo a una architettura cosi’”.

“Un mondo senza architetto?” È il progetto lettone che consente all’utente di costruire virtualmente una semplice casa stampandola con stampante 3D. La Biennale di Tallinn chiude a metà ottobre.