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Ungheria, muri e porte in attesa delle nuove leggi del 15 settembre

Entro lunedì dovrà essere pronta la “porta blindata” lungo il confine tra Ungheria e Serbia in costruzione sui binari della ferrovia. Martedì invece

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Ungheria, muri e porte in attesa delle nuove leggi del 15 settembre

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Entro lunedì dovrà essere pronta la “porta blindata” lungo il confine tra Ungheria e Serbia in costruzione sui binari della ferrovia. Martedì invece entreranno in vigore le nuove norme del governo ungherese che prevedono l’arresto di chi enterà illegalmente nel Paese e condanne fino a tre anni di carcere. L’Ungheria, insomma, sta disperatamente cercando di arginare la crisi.
A Rozske intanto si rischia l’emergenza sanitaria: il flusso di migranti sembra un fiume in piena impossibile da controllare.

“O continuiamo a costruire confini e a trattare la gente con brutalità, schierando l’esercito e mettendoli nei campi di detenzione, oppure accettiamo il fatto che i richiedenti asilo continueranno a provare a venire in Europa e devono essere trattati in maniera umana e poter esercitare il loro diritto d’asilo”, dice con forza il direttore di Human Rights Watch emergency, Peter Bouckaert.

Sono decine i detenuti delle carceri ungheresi che aiutano ultimare i lavori per la barriera. La stessa barriera che è al centro di un’aspra polemica tra il premier ungherese Orban e il cancelliere austriaco Faymann che accusa il governo di Budapest di utilizzare metodi nazisti per deportare le migliaia di profughi nei campi di identificazione. Intanto sono 4.300 i militari ungheresi dispiegati lungo il confine con la Serbia. Orban ha avvisato: da martedì chi entra nel Paese illegalmente sarà rispedito da dove viene.