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Turchia: riaperti gli accessi a Cizre

È una Cizre semidistrutta quella che appare nelle prime immagini dopo la fine del coprifuoco. Per oltre una settimana la località del sud-est della

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Turchia: riaperti gli accessi a Cizre

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È una Cizre semidistrutta quella che appare nelle prime immagini dopo la fine del coprifuoco. Per oltre una settimana la località del sud-est della Turchia è stata isolata e teatro di operazioni militari contro i ribelli curdi.

Linee elettriche e telefoniche e connessioni internet rimangono interrotte e l’accesso all’acqua è limitato.

Gli abitanti raccontano di feriti lasciati morire per mancanza di cure.

“Eravamo terrorizzati – riferisce una donna -. Non avevamo elettricità. Stavamo morendo di fame. Non era vita. Cosa abbiamo fatto di male per meritarcelo? Spero che Dio punirà Erdogan per questo.”

Gli scontri in questa città di 120 mila abitanti hanno provocato, secondo il ministero dell’Interno, la morte di oltre 30 combattenti del PKK e di un civile.

Ma per la formazione filo-curda HDP sono 21 i civili uccisi.

Il capo del partito, Selahattin Demlirtas, venerdì aveva definito il coprifuoco una sentenza di morte per la popolazione e aveva paragonato l’assedio di Cizre a quello di Kobane.