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Usa. L'accordo su nucleare Iran irrompe in campagna presidenziali

Il conto alla rovescia per il voto al Congresso sull’accordo del nucleare iraniano è scattato e il dibattito irrompe ufficialmente nella campagna per

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Usa. L'accordo su nucleare Iran irrompe in campagna presidenziali

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Il conto alla rovescia per il voto al Congresso sull’accordo del nucleare iraniano è scattato e il dibattito irrompe ufficialmente nella campagna per la corsa alla Casa Bianca. A Washington Hillary Clinton, candidata democratica alla presidenza:

“Gli Stati Uniti non permetteranno mai che l’Iran si doti di armi nucleari. Come Presidente prenderei qualunque misura necessaria a proteggere gli Stati Uniti ed i nostri alleati. Non esiterei ad optare per un’azione militare” ha assicurato Clinton.

A Capitol Hill i sostenitori di Donald Trump, candidato repubblicano, si sono radunati per contestare l’accordo raggiunto dall’amministrazione Obama con l’Iran sul programma nucleare. Un gruppo di giovani ha criticato Trump accusandolo di razzismo.

“Guardate la Russia ma anche altri Paesi” ha detto Trump hai microfoni di euronews. “Vendono missili, armi nucleari, vendono di tutto. Noi non vendiamo nulla!” sostiene.

E alla domanda “Ma lei annullerebbe l’accordo con l’Iran se arrivasse alla Casa Bianca?” Trumpo risponde così: “Io farò cose che nessuno crede possibili, cose che saranno un gran bene per i cittadini americani e per questo Paese”.

Il Senatore texano Ted Cruz, candidato repubblicano alle presidenziali, definisce l’intesa con l’Iran un pericolo per la comunità internazionale.

“Se verrà stipulato questo accordo più di un 100 miliardi di dollari finiranno nelle mani di Hamas, di Hezbollah, degli Houthis e dei terroristi islamici. Miliardi che saranno usati per uccidere i cittadini americani, israeliani e europei” afferma.

Tuttavia con 41 senatori a favore, Barack Obama ha ormai blindato il voto al Congresso e i Repubblicani non hanno i numeri necessari a presentare una risoluzione contraria. Salvo sorprese dell’ultimo minuto dunque, il Presidente non dovrebbe nemmeno trovarsi nella scomoda situazione di porre il proprio veto a una risoluzione contro l’intesa.

Stefan Grobe, corrispondente di euronews a Washington: “L’accordo con l’Iran sta dividendo il Paese come mai era successo per una questione di politica estera in anni recenti. Il dibattito prima del voto al Congresso si sta scaldando. Ma il vero voto sull’intesa con l’Iran avverrà con le presidenziali del prossimo anno”.