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Le tappe salienti del regno di Elisabetta II

Il 6 febbraio 1952 cominciava il regno più lungo nella storia d’Inghilterra. A 26 anni non ancora compiuti, Elizabeth Alexandra Mary succedeva al

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Le tappe salienti del regno di Elisabetta II

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Il 6 febbraio 1952 cominciava il regno più lungo nella storia d’Inghilterra.
A 26 anni non ancora compiuti, Elizabeth Alexandra Mary succedeva al padre Giorgio VI.

La cerimonia di incoronazione avvenne però l’anno successivo, il 2 giugno 1953.
Elisabetta II era diventata regina di sette stati indipendenti del Commonwealth: Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Pakistan e Sri Lanka.

Alla nascita non era destinata a regnare. Il padre Giorgio VI divenne re solo dopo che il fratello Edoardo abdicò per sposare la divorziata Wallis Simpson.

La sua trisavola, la regina Vittoria, era detta la “nonna dell’Europa” per il record di longevità del suo regno.

Allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, Elisabetta aveva 13 anni, ma non lasciò la Gran Bretagna, anzi si preparò a difenderla. La principessa divenne sottotenente, poi tenente colonnello onorario.

A 21 anni annunciava: “Dichiaro davanti a voi che tutta la mia vita, lunga o corta che sia, sarà spesa al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia imperiale alla quale tutti apparteniamo.”

Dal matrimonio con il principe Filippo di Grecia e Danimarca nacquero 4 figli, di cui il primo, Carlo, destinato a succederle. Ma saranno proprio i figli a riservarle i maggiori grattacapi.

Inizialmente il matrimonio di Carlo con Diana Spencer sembrò dare nuova linfa alla popolarità della famiglia reale. Lo charme di Lady D occultava, sui media e nel cuore dei sudditi, il ruolo della regina.
Ma scandali e divorzi, oltre all’incendio di un castello, impensierirono non poco Elisabetta.

“Il 1992 non è un anno che ricorderò con grande piacere – affermò -. Come ha detto uno dei corrispondenti che mi sono stati più vicini, si è dimostrato un annus horribilis.”

Cinque anni dopo, fu una tragedia a spingere la Casa Reale verso un rinnovamento inevitabile. Di fronte all’ondata di emozione strordinaria che il Paese rivelò per la morte di Diana, la regina fu costretta a mostrare dolore e comprensione.

In 63 anni e 218 giorni ha incontrato quasi tutti i leader possibili: presidenti e capi di governo, imperatori e dittatori, ma anche astronauti e cantanti, oltre a ben sei Papi.
E ancora oggi, a quasi 90 anni, rimane una protagonista sulla scena internazionale, oltre che molto amata in patria.

Tanto amata che molti storcono il naso all’idea che le succeda il figlio Carlo e solo la giovane generazione di William e Kate sembra capace di raccogliere la sua eredità.

Alasdair Sandford, euronews:

“È con noi da Londra la biografa dei reali Ingrid Seward, autrice del nuovo libro ‘The Queen’s Speech’.L’idea che abbiamo dell’epoca vittoriana è molto legata all’allora regina come simbolo forte. La regina Elisabetta come ha dato la sua impronta all’era attuale?”

Ingrid Seward:

“L’attuale regina è un simbolo di unità, non ha mai parlato delle sue idee politiche, delle sue opinioni personali, è al di sopra della politica, è qualcuno cui guardare in questo mondo in rapida trasformazione e che ha una.influenza stabilizzante.”

Euronews:

“Vista dal resto del mondo, la monarchia britannica si distingue e si guadagna un’attenzione notevole. Perché questo accade e quanto si deve alla regina stessa?”

Ingrid Seward:

“Penso sia in parte perché la regina è stata capo di Stato per 63 anni e ha visto una dozzina di premier, ha assistito a guerre e rivolte, ha visto tutto, ha incontrato dittatori e persone meravigliose, ha conosciuto tutti. Quindi è l’unica donna che rappresenta tutta la Gran Bretagna.”

Euronews:

“Lei ha scritto che ha sempre anteposto il dovere a sé stessa. Come?”

Ingrid Seward:

“Quando salì al trono, aveva due bambini piccoli e li poteva vedere raramente. Dovette letteralmente essere educata a salire al trono in così giovane età. Si sapeva che il re era malato, ma non che sarebbe morto presto. Lei dovette prendere il suo posto e non essere più una mamma, ma un monarca.”

Euronews:

“La sua popolarità è scesa al punto più basso alla morte della Principess Diana. Quali sono stati invece i picchi più alti?”

Ingrid Seward:

“Alla fine dell’anno in cui Diana morì, il 1997, la regina festeggiò le sue nozze d’oro e subito capì che la gente l’amava ancora. È molto umile e pensò veramente che la monarchia fosse caduta in disgrazia. Io penso invece che quello fu un punto alto, perché arrivò dopo un periodo molto negativo. Poi ovviamente il suo giubileo di diamante fu un grande momento. Fu commossa dal calore e dall’affetto dei suoi sudditi.”

Euronews:

“Ci sono stati molti scandali reali, ma la regina raramente ha messo un piede in fallo. Come?”

Ingrid Seward:

“Penso che la regina non abbia mai messo un piede in fallo perché è estremamente cauta, fa attenzione a ciò che dice e a ciò che fa. In privato è diversa, è molto divertente, è una donna umile, una cristiana devota, ma è molto divertente, ha un senso dell’umorismo meravigliosamente sottile, ha anche una grande mimica, sa fare imitazioni e permette ad alcuni di noi di assistere. Penso sia stata l’unica che è sempre riuscita a far ridere la nostra famiglia e ha una personalità molto allegra.Guarda al lato positivo della vita piuttosto che a quello negativo.”