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L'Europa dei volontari in soccorso ai migranti

La morte dietro casa ha scosso le coscienze europee. Il macabro ritrovamento di 71 cadaveri dentro un tir in un’area di sosta autostradale in Austria

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L'Europa dei volontari in soccorso ai migranti

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La morte dietro casa ha scosso le coscienze europee.
Il macabro ritrovamento di 71 cadaveri dentro un tir in un’area di sosta autostradale in Austria ha fatto cambiare la percezione della crisi umanitaria che ha coinvolto in modo imponente l’Europa quest’estate .

Julian: “Fino a ora questa gente moriva nel Mediterraneo, a una distanza quasi conveniente. Adesso abbiamo davanti a noi le conseguenze delle nostre politiche catastrofiche”.

Alcuni leader europei, tra cui la cancelliera tedesca, hanno ricordato i valori di solidarietà europei.

Dimenticati in queste ore, come denuncia quest’attivista austriaca:

Dagmar Fruehwirth-Sulzer, volontaria:

“Non ci sono esseri umani illegali non c‘è niente di peggio che trattare gli esseri umani come bestie, che stanno dietro una grata e a cui si dà da mangiare”.

Martedì alla stazione centrale di Vienna, erano molti i volontari che prestavano aiuto ai migranti in arrivo dall’Ungheria. A tutti è stato dato pane, acqua, frutta e uno spazzolino da denti.

Stesso slancio di solidarietà qui a Berlino, inondata in agosto da un flusso di migranti senza precedenti.

Centinaia le persone accampate presso il Centro di registrazione dell’Ufficio regionale Affari sociali.

Si dà quel che si ha, la cosa più preziosa è il tempo che i volontari dedicano ai profughi.
Come il tempo consacrato da questo medico.

Dinah Laubisch, volontaria e medico nella vita:

“Ero in vacanza, è stato un caso. Molte persone hanno preso giorni di ferie per essere qui, c‘è chi lavora mezza giornata, chi viene dopo il lavoro.Ci sono le situazioni più diverse”.

Le critiche per le mancanze a livello governativo sono durissime.

Derya Aksaz, volontaria, “Stopwarworldwide.de”:

“È un fallimento in tutti i sensi, ma non lo ammettono. È una vera catastrofe. Vogliono addirittura negare lo stato di cirsi”.

Anche qui, alla frontiera tra Grecia e Repubblica di Macedonia, sono sempre i volontari a dar prova di solidarietà e attivismo.