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Thomas de Maizière, crisi migranti: "Misure dure e hotspots subito"

Thomas de Maizière, ministro dell’Interno tedesco, si occupa della crisi dei rifugiati. Lo stretto alleato della cancelliera, Angela Merkel, è

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Thomas de Maizière, crisi migranti: "Misure dure e hotspots subito"

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Thomas de Maizière, ministro dell’Interno tedesco, si occupa della crisi dei rifugiati.

Lo stretto alleato della cancelliera, Angela Merkel, è membro del governo federale dal 2005 con diverse mansioni. La sua missione è sia allentare l’arrivo dei migranti provenienti dai Balcani (Kosovo e Albania) che richiedon asilo in Germania, sia allestire enormi campi profughi in Italia, Grecia e Turchia, affinchè chi non risulti idoneo all’asilo nell’Unione, possa essere rispedito direttamente in patria da lì.

Kirsten Ripper, euronews: “Signor Ministro, non si sono mai viste in Germania cosí tante richieste di asilo come negli ultimi anni. Per il 2015 se ne prevedono 800mila. Come pensate di accogliere e assistere queste persone?”

Thomas de Maizière, ministro dell’Interno tedesco: “In primo luogo, questo è un numero davvero incredibile. Quattro volte maggiore rispetto allo scorso anno, rappresenta circa il 43 per cento delle domande di asilo di tutta Europa. É una sfida importante, anche per un paese ben organizzato e ricco come la Germania. Dobbiamo affidarci a provvedimenti nazionali, ma anche alle misure europee. Per quanto ci riguarda, la grande sfida è voler fornire alloggi decenti. Vale a dire, niente piú tende durante l’inverno: dobbiamo accelerare. Nel solo mese di luglio, circa 83mila rifugiati sono venuti in Germania, e nel mese di agosto, non ancora finito, ne aspettiamo tra i 90 e i 100mila. Nell’ultima settimana, ne abbiamo accolti oltre 25mila in una sola volta. Davvero tanti.”

Kirsten Ripper, euronews: “Come si spiega questo improvviso aumento?”

Thomas de Maizière: “Sulla rotta del Sud compresa nell’area del Mediterraneo fra Libia e Italia, l’incremento registato è tra il 5 e il 10 per cento in piú rispetto all’anno scorso. L’aumento sulla cosiddetta rotta dei Balcani è peró di oltre il 600 per cento.”

Kirsten Ripper, euronews: “In Germania c‘è la possibilità di accogliere queste persone?”

Thomas de Maizière: “Per il momento c‘è una grande disponibilità. Credo che per ottenere l’approvazione della popolazione bisogna chiarire peró due cose. In primo luogo, distinguere tra chi ha davvero bisogno di protezione e chi non ne ha, che deve ricevere una trattamento equo, ma poi deve lasciare il nostro paese. In secondo luogo, la distribuzione dei rifugiati deve essere equa in tutta Europa. Aggiungo anche che, a lungo termine, anche un paese ricco come la Germania potrebbe avere difficoltà a far fronte a un numero così elevato di persone.”

Kirsten Ripper, euronews: “Che ha in mente di diverso? Come ci si puó organizzare nell’UE?”

Thomas de Maizière: “Per quanto riguarda l’Europa il Consiglio dei miei colleghi, ma anche il Summit, ha deciso che in Grecia e in Italia vi saranno degli Hotspots, enormi aree di ammissione, in cui saranno effettuati i primi controlli per stabilire il tipo di provvedimento protettivo da adottare. Ma, abbiamo bisogno di dialoghi più assidui con la Turchia, paese che sta facendo grandi cose e molto bene al confine con la Siria nell’accoglimento di rifugiati. Tuttavia, nella zona di Smirne, ci sono molte, molte migliaia di persone, centinaia di migliaia di persone in attesa di partire per l’Europa. Anche lì – credo – potremmo aver bisogno di utilizzare i fondi europei per costruire un grande campo profughi e decidere lì, chi può entrare in Europa.”

Kirsten Ripper, euronews: “Il video girato dal suo Ministero per scoraggiare i richiedenti asilo provenienti dai Balcani funziona? Cosa si vuole comunicare?”

Thomas de Maizière: “Se un paese è candidato per l’adesione all’Unione europea o è partner della NATO, se le regole sono democratiche, allora non c‘è motivo di chiedere asilo in Europa. Questo non è accettabile e addirittura riprovevole per l’Europa.”

Kirsten Ripper, euronews: “Lei si riferisce anche al Kosovo?”

Thomas de Maizière: “Sì, mi riferisco a Kosovo e Albania. I governi ci chiedono di fare in modo che i giovani non lascino il loro paese e cosí la nostra risposta potrebbe essere questa: Non c‘è bisogno di venire in Germania chiedendo asilo, basta venirci a lavorare. Come migranti lavoratori.”

Kirsten Ripper, euronews: “Lei intende creare proposte concrete. Ma, per chi proviene da altri luoghi particolari?”

Thomas de Maizière: “In questo momento mi riferisco ai paesi dei Balcani piú a occidente e ai possibili giovani apprendisti. Hanno bisogno di un contratto di lavoro in Germania e la maggior parte di loro si puó presentare come lavoratore migrante.”

Kirsten Ripper, euronews: “Ci sarà maggior tolleranza in Germania per gli immigrati regolari?”

Thomas de Maizière: “C‘è un’alta percentuale di stranieri, differente da regione a regione in Germania. Non vedo grossi problema ad accogliere stranieri che lavorano qui, pagano le tasse e che si comportano legalmente nel rispetto delle leggi tedesche. Siamo un paese di immigrati, abbiamo bisogno di lavoratori professionali.”

Kirsten Ripper, euronews: “Così crede che non si debba fare nulla contro chi sta protestando e dando fuoco ai dormitori? Ma, le immagini, che fanno il giro del mondo, di una Germania xenofoba sono drammatiche.”

Thomas de Maizière: “C‘è molto da fare. C‘è un significativo aumento del crimine a sfondo politico da parte della destra: gli insulti, l’odio, la violenza contro i richiedenti asilo e contro le istituzioni per i richiedenti asilo. Nei primi 6 mesi dell’anno abbiamo avuto un numero di crimini di questo tipo maggiore rispetto a tutto l’anno scorso. Nei giorni scorsi c‘è stato un ulteriore aumento. Lo combattiamo politicamente, ma anche con la durezza dello stato di diritto. Si puó discutere o contestare la politica di asilo in un paese libero in modo pacifico, ma non vi è alcuna ragione di attaccare o offendere le persone che sono qui.”

Kirsten Ripper, euronews: “In che modo si vogliono constrastare coloro che si uniscono all’ISIL, il gruppo che assolda persone in Siria?”

Thomas de Maizière: “Questo è un problema nuovo che ci preoccupa da 1-2 anni. Più di 700 tedeschi, persone naturalizzate e cresciute in Germania, sono stati assoldati e sono partiti per andare a combattere in questa regione. Circa 100 sono stati uccisi. Un terzo di loro è tornato in Germania.
Spesso la società non presta sufficiente attenzione verso una parte importante di giovani, che rischia di scivolare fuori dal nostro controllo. Abbiamo bisogno di affrontare il problema in modo piú energico e duro da parte di polizia e giustizia.”

Kirsten Ripper, euronews: “Una domanda personale: qual è il suo ministero ideale? É stato ministro della Difesa, ora è ministro degli Interni, forse vuole diventare cancelliere?”

Thomas de Maizière: “Non c‘è un ministero ideale. Ogni ministero ha il suo bello e i suoi lati duri. Quello che si occupa di sicurezza è di certo il piú difficile della politica, ma mi piace.”

Kirsten Ripper, euronews: “Le piacciono le cose impegnative?”

Thomas de Maizière: “Il “coach” (la Cancelliera), mi ha sempre affidato compiti difficili e deve averci pensato bene.”