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Doppio naufragio nelle acque libiche. Le autorità: "Almeno 200 morti"

Oltre quattrocento le persone a bordo. Circa la metà i migranti soccorsi. Gli altri pare siano rimasti intrappolati nella stiva

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Doppio naufragio nelle acque libiche. Le autorità: "Almeno 200 morti"

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Stesso mare, stesse rotte e un dramma che ormai si ripete uguale ogni giorno. Decine i corpi e i sogni di un domani migliore che si teme il Mediterraneo sia tornato a inghiottire. 200 almeno, secondo le autorità libiche, in due distinti naufragi avvenuti al largo di Zuwara, città al confine con la Tunisia, nota come snodo per gli scafisti. Altrettante le persone tratte in salvo, sulle oltre 400 che si pensa fossero a bordo, mentre molte delle altre sembra siano rimaste intrappolate nella stiva.

Una sorte tristemente simile a quella delle 52 trovate ieri morte nella sala macchine di un’imbarcazione nel Canale di Sicilia dai soccorritori dello svedese Poseidon.

“Laggiù l’aria era irrespirabile – racconta il portavoce della Guardia costiera svedese, Mattias Lindholm – la quantità di ossigeno era ridottissima. E poi c’era davvero tanta, tanta gente. Si trattava inoltre della sala macchine. Possiamo quindi immaginare cosa potesse significare, viaggiare in quelle condizioni”.

Chi era a bordo parla di circa 200 persone solo nella stiva. Grazie alle testimonianze di alcuni sopravvissuti la Procura di Palermo – che ha aperto un’inchiesta – è potuta risalire ai presunti scafisti.