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Musicista campano rende omaggio a Rosetta

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Musicista campano rende omaggio a Rosetta

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La missione spaziale Rosetta ogni giorno riserva grandi emozioni. La sonda Rosetta, il lander Philae e la cometa «Chury» – come la chiamano

La missione spaziale Rosetta ogni giorno riserva grandi emozioni.

La sonda Rosetta, il lander Philae e la cometa «Chury» – come la chiamano affettuosamente gli scienziati dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) sembrano tanto i personaggi immaginari di un film, girato da intrepidi astronauti per una platea universale composta da grandi e piccini. La fantasia galoppa e il ritmo si accende.

Una pellicola che si rispetti ha bisogno della sua colonna sonora e a questo punto, davvero vicino a un «The End», oltre ai suoni magnetici emessi dalla cometa, entrano in gioco cantautori e musicisti dall’altra parte dello spazio, come Michele Parisi, in arte Miky Up, di Nocera Inferiore.

Nel suo nuovo album Tapes Shaker include un brano intitolato “Rosetta”, proprio come il nome della sonda protagonista della missione dell’ESA e lanciata nello spazio nel 2004 per raggiungere e studiare 67P/Churyumov-Gerasimenko, una cometa periodica nel nostro sistema solare.

Un’idea condivisa con l’Agenzia Spaziale Europea che, come afferma lo stesso Parisi, ha fornito un link diretto del suo archivio video all’indirizzo broadcast quality footage ESATV Videos e consentito al musicista di comporre il brano strumentale per un documento video ispirato alle immagini della missione.

«A volte sono proprio le cose che ci sembrano impossibili quelle che riusciamo a raggiungere – ha dichiarato Miky Up Mi sono sentito preso in considerazione come artista e come persona. Questo per me è stato un sogno diventato realtà».

Dopo 10 anni circa di viaggio, Rosetta ha raggiunto la cometa e il suo lander Philae e, per la prima volta nella storia, è atterrata sulla sua superficie. Era il 12 novembre del 2014. Un successo per l’umanità, che meritava una celebrazione anche musicale.

Una volta realizzato il video e l’accompagnamento strumentale, Michele Parisi invia una nuova mail all’ESA per richiedere l’autorizzazione alla pubblicazione su Youtube e l’Agenzia Spaziale risponde nella persona di Hugo Auffret, con una conferma in inglese e un ringraziamento in italiano.

E dunque, dopo le tre composizioni tra cui il Valzer di Rosetta, commissionate dall’ESA al musicista greco Vangelis (premio Oscar per la colonna sonora di «Momenti di gloria») per celebrare ufficilamente i 10 anni di viaggio e gli oltre 6 miliardi di chilometri percorsi dalla missione; dopo la realizzazione di opere audio come quella di Manuel Senfft intitolata Per Rosetta , registrata dal vivo e basata sui suoni emessi dalla cometa; o, ancora prima, dopo le insospettabili e precorritrici dediche alla Rosetta del passato, come quella di Ray Charles nell’album Dedicated To You (1961), alquanto azzeccata nel suo testo; ora è toccato all’Italia e a Michele Parisi celebrare un’avventura dai tratti parecchio tricolori.

Intano, Rosetta e Philae, come mamma e bambino, proseguono il loro viaggio alla scoperta del Sistema Solare.

«Chury» ha da poco raggiunto il perielio (#‎perihelion2015‬), tappa importante nel percorso di ogni cometa, una sorta di capolinea dopo il quale il cammino si inverte e la cometa riparte verso la periferia del Sistema Solare da dove era arrivata. Ma questa volta la cometa non era sola nel suo incontro ravvicinato con il Sole; per la prima volta era accompagnata da un veicolo spaziale realizzato dall’uomo, la sonda Rosetta.

– La sonda fu battezzata con il nome latino di Rosetta, per ricordare la stele di Rosetta, manufatto dell’antichità che riportava uno stesso testo in tre lingue diverse, tra cui il geroglifico, che permise a Champollion di tradurre l’antica lingua egizia, fino ad allora rimasta incomprensibile. Analogamente, la sonda Rosetta fa da anello di congiunzione tra i meteoriti, che gli scienziati possono studiare sulla Terra, e il sistema solare, che gli scienziati non possono visitare personalmente, ma che le comete attraversano continuamente. Il lander è stato battezzato Philae, dal nome latino di un’isoletta sul Nilo, File, dove Giovanni Battista Belzoni ritrovò, nel 1817, un obelisco con iscrizioni in greco e geroglifico. L’obelisco fu utile, con la stele di Rosetta, per la decifrazione dei geroglifici. Il luogo di atterraggio sulla cometa è stato battezzato Agilkia, altra isola del Nilo dove venne spostato il tempio di Iside, perennemente sommerso nell’isola di Philae (o File), a seguito della costruzione della diga di Assuan. (Fonte Wikipedia)