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Reportage in Serbia: fra i profughi che cercano di raggiungere l'Europa centrale e settentrionale

Più che una rotta è una ferita lunga chilometri quella che attraversano migliaia di persone ogni giorno per raggiungere la mitteleuropa. Dalla Grecia

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Reportage in Serbia: fra i profughi che cercano di raggiungere l'Europa centrale e settentrionale

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Più che una rotta è una ferita lunga chilometri quella che attraversano migliaia di persone ogni giorno per raggiungere la mitteleuropa. Dalla Grecia si dirigono in Macedonia, poi in Serbia, infine in Ungheria. Da qui quella corrente si ramifica nei Paesi che attraggono i rifugiati: le nazioni scandinave, la Germania, la Francia e il Regno Unito.

Dalla Macedonia l’ondata umana passa in Serbia, dove nella regione meridionale di Presevo, a maggioranza albanese e musulmana, ormai gli arrivi si contano a migliaia. Nelle ultime due settimane sono arrivati oltre 23 mila immigrati.

Dice il nostro inviato: “Le nazioni unite ritengono che 80% dei profughi arrivino dalla Siria. La polizia permette a poche centinaia di attraversare il confine. Poi loro seguono questa ferrovia fino alla città di Gevgeja per andare in Ungheria e in Europa e cercare una vita migliore”.

I profughi continuano a camminare anche se sono in cattive condizioni come spiega un dottore in loco: “Arrivano persone con piccole fratture, tagli di varia natura, fino a ferite più gravi. Persone con problemi di diabete, addirittura persone con epilessia, problemi di cuore, e altre difficoltà respiratorie”.

La Serbia sembra per ora rispondere in modo composto all’emergenza umanitaria: sono stati allestiti quattro centri di accoglienza. I migranti ottengono un permesso temporaneo di 72 ore per proseguire il loro viaggio alla ricerca di una vita migliore.