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Attacco al Thalys, l'Ue studia una strategia per la sicurezza nelle stazioni. Schengen non è in questione

Dopo l’attacco sventato al Thalys, il treno ad alta velocità che collega Amsterdam, Bruxelles e Parigi aumenta il livello di allerta nelle stazioni

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Attacco al Thalys, l'Ue studia una strategia per la sicurezza nelle stazioni. Schengen non è in questione

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Dopo l’attacco sventato al Thalys, il treno ad alta velocità che collega Amsterdam, Bruxelles e Parigi aumenta il livello di allerta nelle stazioni. Nella capitale belga ufficiali di polizia controllano bagagli e carte di identità. Una procedura di emergenza di solito non effettuata.

“Controlli casuali potranno essere condotti sui treni internazionali” spiega la portavoce delle ferrovie belghe“Costeranno del tempo, per questo avvisiamo i passeggeri che i loro bagagli potrebbero essere controlli e li invitiamo ad arrivare in stazione con un certo anticipo rispetto alla partenza del treno”.

I passeggeri dei treni ad alta velocità diretti verso la Francia e la Germania dovranno dunque armarsi di pazienza nelle prossime settimane.

“Siamo abituati a questo tipo di controlli, sono gli stessi effettuati negli aeroporti” spiega un passeggero di un Thalys diretto da Bruxelles a Parigi, che aggiunge“Non vedo perché non dovrebbero esserci anche nelle stazioni”.

Per i viaggiatori europei che scelgono di recarsi in altri Stati membri in treno, il controllo dei bagagli non è contemplato. Così come quello dei documenti d’identità. Unica eccezione: il viaggio verso il Regno Unito, che non ha aderito all’area Schengen. Lo spazio Schengen comprende oggi 26 Paesi. In quest’area i cittadini possono muoversi liberamente senza essere sottoposti ai controlli delle diverse dogane. Per la Commissione europea, la garanzia della sicurezza non deve pregiudicare l’esistenza dello spazio Schengen.

“I controlli di polizia non devono diventare l’equivalente dei controlli alle frontiere, ma devono essere mirati” ha dichiarato Christian Wigand, Portavoce della Commissione Ue.

La pensa allo stesso modo Jacqueline Galant, Ministro dei trasporti belga, che assicura: i problemi alla sicurezza non rialzeranno le frontiere tra i Paesi europei: “Esistono misure, spesso temporanee, che possono essere prese quando in gioco c‘é la sicurezza nazionale. Soprattutto per quanto riguarda il controllo dei documenti di identità”.

I controlli nelle stazioni e sul trasporto ferroviario saranno al centro di una riunione che si terrà nei prossimi giorni tra i ministri dei trasporti di Belgio, Paesi Bassi, Germania e Francia. 4 Paesi che hanno già annunciato di voler aumentare la cooperazione tra le forze di polizia.