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Sri Lanka: il possibile ritorno di Mahinda Rajapakse

Il possibile ritorno sulla scena politica di Mahinda Rajapakse è la vera incognita di queste elezioni. Sconfitto alle presidenziali svoltesi nel

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Sri Lanka: il possibile ritorno di Mahinda Rajapakse

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Il possibile ritorno sulla scena politica di Mahinda Rajapakse è la vera incognita di queste elezioni.

Sconfitto alle presidenziali svoltesi nel gennaio 2015 in Sri Lanka, il leader nazionalista, per dieci anni alla guida del Paese, ora spera di riuscire ad essere il prossimo premier, ruolo che ha già ricoperto dall’aprile 2004 al novembre 2005, quando diventa capo di Stato, succedendo a Chandrika Kumaratunga.

In campagna elettorale Rajapakse ha fatto leva, ancora una volta, sul risultato politico e militare ottenuto sei anni fa: la vittoria sui ribelli separatisti delle Tigri Tamil che ha posto fine a 26 anni di una guerra civile che ha fatto settantamila morti e 140.000 dispersi.

Nel 2009, dopo diversi tentativi di mediazione, le forze militari cingalesi lanciano un assalto contro l’ultima città ancora nelle mani dei ribelli. Il 16 maggio le Tigri consegnano le armi.

Per Rajapaksa è una vittoria storica, un momento importante che consente al Paese di liberarsi di quello che il presidente, davanti al parlamento, definisce terrorismo.

L’Isola, situata nell’oceano indiano, a sudest dell’India, conta venti milioni di abitanti, in maggior parte cingalesi, di religione buddista. I Tamil rappresentano il 15% della popolazione e sono induisti.

La fine del conflitto, anche se la riconciliazione è fragile, permette a Rajapaksa di guadagnarsi una popolarità che tra i cingalesi resta alta.

Saranno le accuse di violazioni dei diritti umani, di corruzione e di una deriva autoritaria ad avere la meglio su di lui. Nel 2010 nel Paese l’opposizione scese in piazza chiedendo le sue dimissioni.

In un contesto simile arriva al potere Maithripala Sirisena. Figura più sobria, promette di riequilibrare il potere e di lottare contro la corruzione. Difficile giudicare il suo lavoro dopo soli otto mesi.

Adesso però gli elettori hanno potuto scegliere fra dare a Sirisena una maggioranza stabile, che potrerebbe al rinnovo dell’incarico all’attuale capo di governo Ranil Wickremesinghe, oppure tornare al passato e scegliere di nuovo Rajapakse.

Quello che tutti gli abitanti dello Sri Lanka chiedono al nuovo premier sono: lavoro, un’inchiesta sui crimini di guerra e maggiore autonomia per i Tamil.