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Grecia: via libera del Parlamento all'accordo con i creditori ma Syriza si spacca

Dopo un dibattito fiume, il Parlamento greco ha approvato l’accordo per il terzo piano di salvataggio concordato tra Atene e i suoi creditori. “Sì”

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Grecia: via libera del Parlamento all'accordo con i creditori ma Syriza si spacca

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Dopo un dibattito fiume, il Parlamento greco ha approvato l’accordo per il terzo piano di salvataggio concordato tra Atene e i suoi creditori. “Sì” al pacchetto da 86 miliardi di euro di aiuti nei prossimi tre anni grazie a una maggioranza raggiunta solo con l’appoggio dell’opposizione. L’ex ministro delle Finanze Varoufakis ha votato contro, 222 i favorevoli su 300 deputati. Profonde le divisioni dentro Syriza, l’ala minoritaria del partito non vuole nuove misure di austerità. Solo 118 i parlamentari della coalizione che hanno detto “sì” al piano di aiuti.

“Dobbiamo dire le cose come stanno, la scelta era tra un salvataggio con l’euro e un salvataggio con la dracma. Una proposta quest’ultima sulla quale insiste ancora il ministro delle finanze tedesco”, ha detto il premier Alexis Tsipras.

Obiezioni all’intesa sono state mosse dalla Germania che ha chiesto ad Atene di accettare un momentaneo prestito ponte. La discussione si sposta ora a Bruxelles: sull’accordo tra Atene e i creditori dovranno esprimersi i ministri finanziari dell’eurozona.

Tsipras chiederà un voto di fiducia dopo il 20 agosto.

“Si va verso elezioni anticipate. Mi sembra chiaro che se il nostro partito non ha più la maggioranza parlamentare questo è un problema per il governo, anche se ottiene la fiducia. Probabilmente adempiremo con ritardo ai nostri impegni verso l’esterno”, dice Gerasimos Balaouras, un deputato di Syriza.

Il tempo stringe. Entro il 20 agosto Atene deve rimborsare tre miliardi di euro alla Bce.

“Gli sviluppi politici saranno molto veloci dopo le perdite subite dal governo nel corso di questa votazione. La possibilità di andare a elezioni anticipate è ancora più probabile ora, mentre i cittadini presto sentiranno le conseguenze delle nuove misure di austerità”, spiega Foteini Doulgkeri, corrispondente di euronews ad Atene.