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Cina: mistero sui materiali nel deposito esploso, governo avvia ispezione nazionale


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Cina: mistero sui materiali nel deposito esploso, governo avvia ispezione nazionale

È salito ad almeno 56 il bilancio delle vittime delle esplosioni di Tianjin, la metropoli portuale a 120 Km da Pechino. Deflagrazioni di potenza equivalente a quella di 21 tonnellate di tritolo. Dopo un’intera giornata le fiamme non erano ancora completamente spente, mentre sul posto entrava in azione anche un contingente di più di 200 esperti nucleari e chimici inviati dal governo.
Oltre 700 i feriti ricoverati, una ventina di persone risultano ancora disperse ma con il passare delle ore cresce soprattutto l’ansia per gli abitanti della città, insieme al mistero sulle sostanze stoccate nel deposito esploso.
Il governo ha annunciato una ispezione nazionale dei siti e delle sostanze chimiche repertoriate, dopo un editoriale insolitamente critico di un giornale controllato dal partito comunista. Un responsabile della municipalità di Tianjin ha tra l’altro parlato di “discrepanze rilevanti” tra le carte dell’azienda e quelle della dogana. Si parla di cianuro di
sodio, toluene disocianato e carburo di calcio, tutte sostanze altamente tossiche, ma il governo ha detto che per il momento è impossibile identificare le sostanze contenute nel deposito.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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