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Cuba aspetta il cambiamento dopo il disgelo con gli Usa

Con il riavvicinamento tra Washington e l’Avana, molti cubani sono fiduciosi che la ripresa delle relazioni porterà con sé cambiamenti positivi. Dopo

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Cuba aspetta il cambiamento dopo il disgelo con gli Usa

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Con il riavvicinamento tra Washington e l’Avana, molti cubani sono fiduciosi che la ripresa delle relazioni porterà con sé cambiamenti positivi. Dopo la riapertura dell’ambasciata cubana negli Stati Uniti il mese scorso, è ora la volta di quella statunitense all’Avana, dove torna a sventolare la bandiera a stelle e strisce, alla presenza del segretario di Stato John Kerry.

“La ripresa delle relazioni – dice una residente dell’Avana, Idalia Cuellar – porterà un grande beneficio alle famiglie, sia statunitensi che cubane’‘.

Ma molti problemi devono ancora essere risolti, in particolare per quanto riguarda le riforme democratiche nell’isola. I gruppi di opposizione dicono che le repressioni dei dissidenti continuano, nonostante le pressioni degli Stati Uniti sul fronte dei diritti umani.

Elizardo Sanchez, portavoce della Commissione nazionale dei Diritti umani e riconciliazione dichiara: ‘‘Noi non ci aspettiamo, e penso non se lo aspettino neanche i governi, che accada qualcosa di spettacolare dal ristabilimento dei legami perché Cuba rifiuta di attuare le riforme urgenti di cui ha bisogno in materia di diritti civili, politici, sociali, economici e culturali’‘.

Secondo l’ex combattente Eladio Aguilar, 78 anni – contrastò la tentata invasione della Baia dei Porci nel 1961 – questo nuovo corso nelle relazioni tra Stati Uniti e Cuba non spegnerà gli ideali rivoluzionari: ‘‘Forse i sognatori o i superficiali pensano che questa sarà la fine del socialismo. E credono che, con la scomparsa della generazione ‘storica’, il socialismo a Cuba sarà finito. Ma non è così’‘.

Ideologie a parte, in tanti sperano che le sanzioni abbiano i giorni contati. Secondo un rapporto del governo cubano pubblicato lo scorso anno, l’embargo imposto nel 1962 ha causato l’equivalente di più di mille miliardi di euro di perdite dirette per l’economia cubana.

‘‘Negli Stati Uniti si parla di ‘embargo’, ma in realtà le sanzioni sono state molto più di un embargo; assai più complicate e spietate – afferma il segretario del Movimento per la pace di Cuba, Manuel Yepe – Per questo, non siamo riusciti a completare i nostri piani per lo sviluppo dell’istruzione, la cultura, gli sport e tanti altri ambiti’‘.

E mentre in molti aspettano di voltare pagina dopo un passato difficile, tanti altri hanno appena festeggiato l’89esimo compleanno di Fidel Castro, con concerti e feste. L’ex leader, al potere per 48 anni, continua a incarnare il bene e il male che Cuba ha attraversato dopo la Rivoluzione.