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Nel caos della Libia: due parlamenti contrapposti e l'incubo Isil

La situazione in Libia è sempre più complessa con il Paese insidiato dall’Isil e spaccato a metà, con da un lato il governo di Tobruk e, dall’altro

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Nel caos della Libia: due parlamenti contrapposti e l'incubo Isil

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La situazione in Libia è sempre più complessa con il Paese insidiato dall’Isil e spaccato a metà, con da un lato il governo di Tobruk e, dall’altro, i ribelli di ‘‘Alba libica’‘ che, a febbraio scorso, hanno fatto una parata militare nel cuore di Tripoli, prima che si svolgesse una precedente sessione di colloqui – rispetto a quella in corso in questi giorni a Ginevra – sotto l’egida dell’Onu.

A capo di un’amministrazione non riconosciuta dalla comunità internazionale, Alba libica è una coalizione eterogenea che riunisce al suo interno gruppi armati . Ad agosto ha preso il controllo della capitale Tripoli e dell’aeroporto, totalmente distrutto dopo lunghi combattimenti e ancora chiuso.

Oggi la Libia ha due governi e due parlamenti contrapposti per il controllo politico e militare del territorio. Il parlamento riconosciuto dalla comunità internazionale ha sede a Tobruk, nell’Est del Paese, a circa 1200 km dalla capitale.

Nell’agosto del 2014 i deputati avevano eletto il presidente del Parlamento ma, da quel momento in poi, la situazione è precipitata, diventando ancora più confusa e instabile.

Un’altra insidia, estremamente violenta, è quella rappresentata dai jihadisti armati dell’Isil che, a giugno scorso, hanno preso il controllo di Sirte, città nota per aver dato i natali all’ex rais Muammar Gheddafi.

L’Est della Libia è teatro di continui scontri tra le truppe fedeli al governo di Tobruk e i combattenti dell’Isil che, approfittando della guerra civile, si fanno spazio proliferando nel Paese e acquisendo sempre maggiore influenza.

La Libia, inoltre, è uno dei principali punti di snodo per il traffico di essere umani. E’ dalle coste libiche che inizia il viaggio della morte di tantissimi migranti, a bordo di imbarcazioni di fortuna, per cercare di raggiungere l’Europa. Secondo l’Onu, sono 110mila i profughi transitati lo scorso anno in Libia. Quelli che non riescono a fuggire, vengono catturati, detenuti e sottoposti a torture.