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Cisgiordania. Rispuntano le ronde per prevenire gli attacchi dei coloni

Nel clima di tensione crescente in Cisgiordania torna ad emergere l’idea di pattuglie di “difesa civile” nei villaggi palestinesi contro le possibili

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Cisgiordania. Rispuntano le ronde per prevenire gli attacchi dei coloni

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Nel clima di tensione crescente in Cisgiordania torna ad emergere l’idea di pattuglie di “difesa civile” nei villaggi palestinesi contro le possibili incursioni di coloni israeliani.

Un’iniziativa che viene descritta come spontanea reazione ai recenti attacchi da parte dell’estremismo ebraico, ma che viene incoraggiata dal Fatah di Mahmoud Abbas.

“Quando vediamo dei coloni che tentano di entrare nel villaggio chiamiamo il rappresentante locale oppure qualunque altro responsabile disponibile e avvertiamo l’Imam della moschea chiedendo che riunisca gli abitanti del villaggio” spiega Mohsen Hassan, uno dei volontari del villaggio di Qusra.

“Il numero di persone che partecipa alla ronda può variare: 7, 17, anche 40 persone, dipende da chi è disponibile a difendere il villaggio e garantire la sicurezza degli abitanti. E sono tutti volontari che non ricevono soldi da nessuno” assicura Abed Al-Atheim Adi, capo del consiglio del villaggio di Qusra.

L’idea di organizzare ronde per la difesa dei villaggi palestinesi risale al 2011, quando proprio a Qusra, a Sud di Nablus, si era verificata un’incursione da parte di un gruppo di coloni.

A far tornare d’attualità l’iniziativa, che secondo gli organizzatori viene realizzata rigorosamente in assenza di armi, l’incidendio di un’abitazione a Douma nel quale è morto, il 2 agosto scorso, un bimbo di 18 mesi.