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Cina, nuova svalutazione dello yuan. I contraccolpi sui mercati globali

Lo yuan, la valuta cinese, si è ulteriormente indebolita oggi all’apertura dei mercati asiatici, dopo la svalutazione-record di ieri. La People’s

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Cina, nuova svalutazione dello yuan. I contraccolpi sui mercati globali

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Lo yuan, la valuta cinese, si è ulteriormente indebolita oggi all’apertura dei mercati asiatici, dopo la svalutazione-record di ieri. La People’s Bank of China, ha infatti “limato” ulteriormente il valore di riferimento dello yuan, riducendolo di un ulteriore 1,62% dopo il taglio di ieri, che è stato dell’1,9%.

La misura è stata accolta con prudenza dagli operatori finanziari.

“La svalutazione dello yuan è positiva per le esportazioni, ma spinge in alto i prezzi per chi lavora all’estero. E’ tutto qua. Ci chiediamo se sia un bene o un male? E’ tutte e due le cose. In più però riduce la pressione sulle nostre esportazioni”

Con un Pil in affanno e dopo il crollo delle borse di luglio, Pechino si è vista costretta a immettere liquidità e a tagliare i tassi. Nonostante gli sforzi però non ha fermato la fuga di capitali. Per alcuni analisti la svalutazione andrebbe in direzione opposta dell’apertura dei mercati.

“Il punto è che si è fatto ricorso allo yuan quando era stabile. In sostanza la misura introduce un tasso di cambio ancorato, nonostante tutte le chiacchere sull’allargamento dei canali e sulla liberalizzazione dell’uso dei capitali. La Cina ha fissato il suo tasso di cambio, il dollaro Usa è più forte, ma la Cina ha perso competitività”

A livello globale, a risentire della svalutazione sono per primi i prezzi delle materie prime di importazione, come petrolio e minerali, ma conseguenze sono attese anche sui mercati dei beni di lusso, che vedranno le proprie esportazioni generare meno profitti.