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Cina, svalutazione record della moneta per difendere l'export

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Cina, svalutazione record della moneta per difendere l'export

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Alla banca centrale cinese la definiscono una “misura una-tantum”. Pensata nientemeno che per dare maggior peso alle forze di mercato.

Ma la mossa di Pechino di martedì, che ha spiazzato i mercati, sembra tutto fuorché all’insegna del libero scambio: una svalutazione pilotata di poco meno del 2% della propria valuta.

Per le autorità si tratta di una mossa propedeutica al nuovo sistema di fissazione del cambio, ma è difficile non vedere sullo sfondo il tentativo di ridare slancio all’export.

“Il risultato dello yuan forte, che è legato all’andamento del dollaro statunitense, è stato che le esportazioni cinesi sono diventate molto costose”, spiega Francis Lun, analista della Geo Securities Limited.

“Gli studi affermano che in dieci anni i costi cinesi sono cresciuti di otto volte e mezzo, per cui attualmente i costi di produzione cinesi sono solo leggermente più bassi di quelli statunitensi”, aggiunge.

A luglio le esportazioni cinesi sono calate di oltre otto punti percentuali. Una dinamica accompagnata dalle spinte deflattive, che hanno visto, sempre nello stesso mese, una nuova contrazione dei prezzi alla produzione.

Una moneta debole aiuterà a contrastare questi fenomeni ma, avvertono gli esperti, al tempo stesso potrebbe scatenare una fuga di capitali dal Paese.