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A Ferguson si spara ancora, la tossica eredità razziale degli Usa

Ad un anno dalla morte di Micheal Brown a Ferguson si spara ancora. Un ragazzo è rimasto gravemente ferito in uno scontro a fuoco con la polizia

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A Ferguson si spara ancora, la tossica eredità razziale degli Usa

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Ad un anno dalla morte di Micheal Brown a Ferguson si spara ancora. Un ragazzo è rimasto gravemente ferito in uno scontro a fuoco con la polizia durante la manifestazione per ricordare l’uccisione da parte di un agente in Missouri del giovane afroamericano.

Secondo la polizia di Ferguson, le forze dell’ordine hanno risposto al fuoco contro la loro vettura. Le autorità hanno diffuso le foto di un foro di proiettile sul parabrezza di un furgone civetta. Dopo gli spari, le forze dell’ordine hanno disperso la folla.

“Nella notte abbiamo avuto diversi saccheggi sulla strada West Florissant. Un paio di negozi sono stati presi d’assalto e ci sono stati diversi spari. Credo 40, 50 esplosioni in 45 secondi. Forse un po’ di più. Era uno scontro a fuoco tra due gruppi”.

Michael Brown è stato ucciso dal poliziotto Darren Wilson il 9 agosto 2014. Nel novembre scorso, il grand jury non incriminò l’agente.

La veglia per l’anniversario era iniziata con quattro minuti e mezzo di silenzio per ricordare le quattro ore e mezza durante le quali il corpo del giovane rimase in strada.

Il caso Ferguson ha riaperto la ferita razziale negli Stati Uniti e il dibattito sul rapporto difficile fra la polizia e le minoranze, soprattutto gli afroamericani. I dati lasciano pochi dubbi: all’inizio dell’anno – riporta il Washington Post – 24 afroamericani sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco della polizia, uno ogni nove giorni. Per un nero – anche se disarmato – le probabilità di morire per mano della polizia sono sette volte più alte rispetto a un bianco. A un anno dall’uccisione di Michael Brown, l’uso eccessivo della forza da parte della polizia contro le minoranze è riemerso con il caso di Christian Taylor in Texas: anche questo ragazzo di 19 anni è stato ucciso da un agente.

L’elenco degli afroamericani uccisi senza apparente giustificazione dalla polizia nell’ultimo anno

17 luglio 2014: a Staten Island, New York, un agente bianco prende per il collo e provoca il soffocamento dell’afroamericano Eric Garner, disarmato.

9 agosto 2014: a Ferguson, sobborgo di St. Louis in Missouri, l’agente bianco Darren Wilson, 28 anni, uccide il 18enne Michael Brown, disarmato. In quell’occasione il presidente Barack Obama disse: “La sfida più grande è la profonda diffidenza tra la polizia e le comunità di colore, eredità della discriminazione razziale”.

21 agosto 2014: Kajieme Powell, 25 anni, viene ucciso dagli agenti a St. Louis in Missouri. I poliziotti erano stati chiamati dal titolare di un negozio che aveva denunciato al 911 una rapina da parte di un giovane armato. All’arrivo dell’auto pattuglia i due agenti aprono il fuoco. Powell, mentalmente disturbato, aveva rubato due energy drink e un pacco di ciambelle ed aveva con se un coltello.

13 novembre 2014: a Cleveland in Ohio, due agenti di polizia bianchi sparano ad un bambino afroamericano di soli 12 enne che stava giocando in un parco con una pistola aria compressa, in grado di sparare piccoli proiettili di gomma.

20 novembre 2014: a Brooklyn muore Akai Gurley, un giovane di 28 anni disarmato, colpito al petto dai colpi di pistola sparati da un poliziotto di origini asiatiche che stava effettuando una perlustrazione in uno stabile. La vittima, con la fidanzata, stava aspettando l’ascensore.

2 marzo 2015: sei agenti della polizia di Los Angeles immobilizzano con una pistola elettrica un senzatetto, ma l’uomo non crolla. In almeno un video si sente un poliziotto gridare “ha preso la mia pistola” e subito dopo si sentono gli spari che uccidono l’uomo, disarmato.

4 aprile 2015: un agente di polizia bianco di North Charleston (South Carolina), Michael T. Slager, uccide Walter L. Scott, 50 anni, disarmato, durante un diverbio per una violazione stradale. Il poliziotto sostenne che l’uomo era riuscito a prendere il suo taser ma un testimone ha girato con un cellulare un video che mostra l’agente Slager mentre spara per 8 volte contro l’uomo in fuga, a distanza ravvicinata e solo alla fine togliere il suo taser dalla fondina e poggiarlo accanto alla vittima.

12 aprile 2015: Freddie Gray viene arrestato a Baltimora con l’accusa di possedere un coltello a serramanico. Muore mentre era sotto custodia della polizia e le cause della morte
sono da attribuire alla lesione della spina dorsale mentre era nel cellulare. Sei poliziotti sono finiti sotto inchiesta.

15 aprile 2015: la polizia uccide un 41enne al termine di un inseguimento durato più di 30 minuti, perché non avrebbe obbedito all’ordine di alzare le mani.

Le violenze di Ferguson raccontate dalle immagini

Gli agenti della polizia della Contea di St. Louis caricano sull’ambulanza l’uomo che è rimasto ferito nello scontro a fuoco a Ferguson. Reuters/ Rick Wilking

Manifestanti e polizia a distanza ravvicinata subito prima degli scontri. Reuters/ Rick Wilking

Amarion Allen, 11 anni, e sua madre Amima in piedi di fronte alla polizia poco prima della sparatoria avvenuta a Ferguson ad un anno dall’uccisione di Michael Brown. Reuters/ Rick Wilking

I manifestanti di Ferguson cercano riparo dopo aver sentito i primi colpi di pistola. Reuters/ Rick Wilking

Il video amatoriale che riprende gli attimi della sparatoria.

Altre immagini riprese da una troupe televisiva.

La polizia si dispiega in tenuta antisommossa

Il fumo dei gas lacrimogeni

Una persona ferita alla mano da un proiettile vagante

Le foto scattate da un giornalista locale

I tweet che sfogano la rabbia della comunità afroamericana

L’analisi