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Cina, frenata dei prezzi alla produzione e delle esportazioni

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Cina, frenata dei prezzi alla produzione e delle esportazioni

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Gli ultimi dati in arrivo dalla Cina riaccendono i timori degli analisti per il rallentamento in atto della seconda economia mondiale. A luglio i prezzi alla produzione sono scesi di oltre 5 punti percentuali rispetto all’anno scorso, il peggior risultato dal 2009.

A preoccupare, nonostante i propositi di Pechino di far transitare l’economia sui consumi, è anche la frenata dell’export. Pesa la forza eccessiva dello yuan, ma anche la debolezza dei tradizionali mercati di sbocco delle merci cinesi.

“Negli ultimi ciqnue anni due terzi della crescita globale è venuta dai mercati emergenti, che ora, però, stanno rallentando bruscamente. Brasile e Russia sono in recessione, o comunque dovrebbero entrarci quest’anno”, spiega Sean Darby, analista di Jefferies.

“Perciò, molta della domanda per i classici prodotti d’esportazione cinesi è evaporata. Ma, in pratica, il quadro è lo stesso anche altrove, non solo in Cina. Altri Paesi molto esposti sul commercio hanno lo stesso problema”, aggiunge.

A livello domestico si tagliano i prezzi per attrarre clienti. Ma questo, dicono gli esperti, finirà per pesare su un debito delle imprese già pesante (il 160% del Pil secondo le ultime cifre) e, soprattutto, sull’occupazione.

Le richieste di aiuto per stimolare l’economia e impedirne la frenata sono già giunte all’orecchio della banca centrale cinese. La speranza è per un nuovo taglio dei tassi (sarebbe il quinto in meno di un anno) e un ulteriore rilassamento delle maglie del credito.