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Omicidio giornalista, continua la protesta in Messico

La polizia messicana ha arrestato un sospetto nell’inchiesta sull’assassinio del giornalista Ruben Espinosa e di 4 donne, tutti torturati e uccisi

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Omicidio giornalista, continua la protesta in Messico

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La polizia messicana ha arrestato un sospetto nell’inchiesta sull’assassinio del giornalista Ruben Espinosa e di 4 donne, tutti torturati e uccisi venerdì scorso in un appartamento a Città del Messico. Ma non si placa la protesta contro il governatore dello stato di Veracruz, Javier Duarte, che era nel mirino delle inchieste giornalistiche di Espinosa.

“Sappiamo che è responsabilità di Duarte – dice una manifestante -. Conosciamo la storia su cui Ruben e Nadia stavano lavorando. Le dichiarazioni delle autorità sull’arresto sono assurde. Quello che dicono è incoerente”.

Nadia, una delle vittime, era l’antropologa che ospitava Espinosa nell’appartamento dell’assassinio.
Il giornalista messicano, 31 anni, aveva pubblicato l’anno scorso un’inchiesta sullo stato di Veracruz criticando il governatore. Da allora si sentiva minacciato. Veracruz è un posto molto pericoloso per i giornalisti: dall’inizio del mandato di Duarte, nel 2010, ne sono stati assassinati 11.