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Natalia Molchanova: Pelizzari "Una donna straordinaria"

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Natalia Molchanova: Pelizzari "Una donna straordinaria"

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Un banale malessere? L’opinione dell’ex campione del mondo Umberto Pelizzari

« Natalia Molchanova era una donna straordinaria. Aveva una disponibilità fuori dal comune ».

Umberto Pelizzari, il recordman mondiale di apnea, ricorda così la campionessa russa scomparsa al largo delle Baleari, lo scorso week end.

Domenica pomeriggio, la Molchanova doveva scendere a una profondità di 35-40 metri, un sciocchezza per lei, che aveva toccato i -101 metri. Non è più risalita.

« È un incidente che lascia perplessi – dice Pelizzari – deve essere successo qualcosa sul fondo ».

Un malessere, ipotizza.

« Gli incidenti legati alla pratica dell’apnea si verificano in prossimità della superficie, spesso una volta fuori dall’acqua, quando, paradossalmente si riprende fiato ».

E la storia delle correnti?

« Non mi convince, pratico questa disciplina da quando ero ragazzino, e non mi sono mai imbattuto in correnti che ti spingono verso il basso ».

Natalia Molchanova, che si è immersa senza pinne, non è più emersa. Invece di risalire nel punto convenuto, il suo corpo è stato intravisto a una distanza di 60 metri, prima di scomparire completamente, come ha fatto sapere la Federazione russa di apnea.

Ma la sicurezza? Non ha funzionato? Non ci dovrebbe essere qualcuno che sorveglia l’apneista che si immerge?
« Si, ma chi fa sicurezza, non scende alla tua stessa profondità, piuttosto non ti perde mai di vista, pronto a raggiungerti in caso di necessità ».

Sicurezza in apnea

L’immersione in apnea prevede un sistema di sorveglianza e sicurezza, quando l’apneista s’immerge il suo binomio lo sorveglia in superficie, si immerge a sua volta solo quando l’apneista scompare nel grand bleu,
L’atleta che si immerge non deve essere mai perso di vista, in caso di malessere chi fa la sicurezza avvisa l‘équipe che è in superficie e si precipita a soccorrere il compagno.

Sport estremo, a torto o a ragione?

« Gli apneisti non sono supereroi », Alain Richioud, campione francese di apnea statica 2012

L’incidente getta una luce sinistra su questo sport che è considerato estremo.
A torto o a ragione?
A torto per Alain Richioud, campione francese di apnea statica nel 2012:
« Un incidente può, purtroppo, sempre verificarsi. Natalia Molchanova era una grande professionista e quanto accaduto non può rimettere in causa una disciplina che ha una componente fisica e mentale molto forte.
La mia specialità è l’apnea statica, caratterizzata da un forte aspetto introspettivo, che ti permette di cogliere le varie sensazioni e alla fine di conoscerti più in profondità ».

Lo scopo è quello di superare i propri limiti? Andare oltre sé stessi?

Non sono superuomini o superdonne gli apneisti, sottolinea sorridendo Alain. Per lui l’apnea è concedersi il lusso di darsi il tempo di scoprire e capire le reazioni del proprio corpo in una situazione che non è naturale per l’uomo.

« I progressi, i record verranno. Sicuro. Sono la normale conseguenza di un lavoro regolare e serio ».

Per saperne di più sull’apnea, guardate questo servizio di euronews